Il governo sta cercando di venire incontro a particolari situazioni dei debitori andando ad operare una rimessione in termini per tutto ciò che riguarda quanto era in scadenza nel 2020.
In sostanza tutte le rate in scadenza nel 2020 possono essere pagate entro il mese di novembre. Tra l’altro tutto ciò che scadeva fino al mese di luglio resta confermato sempre a fine novembre. Ciò determina una situazione assai particolare. In sostanza ciò significa che sia tutte le rate che scadevano nel 2020 che quelle che scadevano a luglio scorso confluiscono tutte nell’unica scadenza del 30 novembre. Però sono stati anche previsti 5 giorni di tolleranza il che significa che confluisce tutto nei primi di dicembre. Questo accorpa e semplifica le scadenze da una parte ma crea un notevole affollamento in quel periodo. Il governo ha affrontato anche il tema delle dilazioni.
Con la sospensione dei pagamenti durante il lockdown c’è stato il mancato pagamento di tutte le rate in scadenza tra l’8 marzo 2020 e il 31 agosto 2021. Tutto questo debito maturato durante la sospensione del periodo del covid è pari a 18 rate avrebbe dovuto essere saldato a settembre. Anche in questo caso si è determinata un’agevolazione nel piano di rientro delle cartelle non pagate. Dunque si è stabilito che la soglia viene ancora elevata a 18 rate non pagate. La scadenza è il 31 ottobre prossimo e questo consente al debitore di restare più facilmente in regola con le rate. Ancora in alto mare la cosiddetta rottamazione quater. Richiesta a gran voce dalle forze di destra, in realtà non sembra ad oggi aver trovato i numeri per essere concretamente proposta in aula.
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Le dilazioni richieste tra l’8 marzo 2020 e il 31 dicembre 2021 vedono sempre la soglia di decadenza a dieci rate non pagate.
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Seguiremo per voi l’evoluzione di questa questione.
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