Tante aziende stanno valutando se sia il caso di integrare la promozione più tradizionale con una più legata agli influencer.
Se ne sente tanto parlare ed è noto che possa portare un ritorno importante. Il mercato degli influencer non è più un mercato embrionale come qualche anno fa. Ci sono ormai studi molto precisi sul ritorno che garantisce ogni campagna di influencer marketing e di conseguenza i numeri allettanti spingono tante aziende a voler provare anche questa via. In ciò non c’è nulla di strano. Tuttavia può capitare che due campagne entrambe con budget validi e con agenzie di social media marketing esperte alle spalle diano risultati profondamente diversi. Pur partendo entrambe con adeguata preparazione e risorse giuste una può essere un successo mentre l’altra è un fiasco.
Il mistero è facilmente svelato. La campagna di social media marketing si basa fortemente sul rapporto di fiducia che esiste tra l’influencer ed il suo pubblico. Infatti l’influencer riesce a comunicare al suo pubblico grazie alla simpatia e alla fiducia che lo legano ad esso. Nel momento in cui l’influencer reclamizza un prodotto del quale non sembra realmente convinto o lo reclamizza in modo troppo meccanico e televisivo, ecco che la campagna rischia di diventare un boomerang. I commenti sotto al post che serve a reclamizzare il prodotto invece di essere del tipo “mi hai incuriosito lo proverò e ti farò sapere” potrebbero essere del tipo “Wow complimenti, sei riuscito ad accaparrarti davvero una grossa sponsorizzazione”.
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Commenti di questo genere vogliono dire che la magia della fiducia tra influencer ed il pubblico si è incrinata e che la sponsorizzazione appare per quella che è e non riesce a trasmettere alcunché al pubblico.
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Questo è un doppio danno tanto per l’influencer che per l’azienda. E soprattutto questo si ricorda come il social media marketing segua le regole tutte sue rispetto agli altri tipi di advertising.
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