Se ne parla da anni e non si è mai capito come stiano le cose.
C’è chi sostiene che gli indici delle borse siano stati stragonfiati dalle politiche ultra espansive delle banche e chi invece sostiene che siano realistici seppure con qualche eccesso. È una questione importante ed è molto lontana dall’essere una questione accademica. Innanzitutto si tratta di capire se i cordoni della borsa della Fed allentati per più di 10 anni abbiano fatto sostanzialmente bene all’economia o l’abbiano soltanto drogata. In secondo luogo c’è da capire lo stato effettivo di salute dell’economia americana e di tutta quella mondiale. Ma poi soprattutto c’è il risvolto pratico. Se le borse sono state semplicemente gonfiate dalle politiche di Fed e BCE col tapering non può che arrivare una notevole flessione secondo alcuni e un vero e proprio crollo secondo altri. Su questa questione sono state scritte montagne di articoli e di saggi. E ognuno riteneva di essere assolutamente certo della sua versione.
Quello che si scoprirà adesso con il tapering è veramente importante perché francamente sono apparse sempre poco credibili tutte quelle analisi pur pregevoli ed approfondite di chi sosteneva che in realtà la borsa viaggi su volumi sani. A noi sono apparse poco plausibili ma ovviamente ci si può sbagliare. Se tanti anni di QE non hanno gonfiato una bolla, vorrà dire che una tale sbornia di politiche espansive sostanzialmente è qualche cosa di positivo a determinate condizioni e ciò potrà valere anche per il futuro.
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Ovviamente c’è anche la possibilità che la Fed sia così brava da pilotare il tapering con una tale maestria e gradualità da far sgonfiare la bolla senza particolari traumi. Ma non è semplice.
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Insomma, è probabile che quello che accadrà con questo tapering finirà dritto nei libri di storia della finanza.
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