L’autorità per l’energia ha fornito i reali numeri sul caro energia.
L’Autorità ha stimato il costo che il Paese dovrà pagare per il caro energia in ben 40 miliardi di euro. Un costo gigantesco che può abbattersi sulla produzione italiana come un’autentica mannaia. Il Governo ha varato un piano da 3,5 miliardi per aiutare le famiglie e un altro miliardo potrebbe arrivare con la nuova finanziaria. Ma come risulta evidente dai numeri, parliamo di praticamente niente a fronte del costo che dovrebbe partire il Paese. Un costo che pagano sicuramente le famiglie e che comprime la loro disponibilità all’acquisto. Ma un costo che pagano anche le imprese e che rende molto più oneroso produrre. E’ ciò ovviamente alimenta la spirale inflazionistica. Dunque questo costo per l’energia così esorbitante oltre a essere un danno diretto per le famiglie, diventa anche un danno indiretto perché va a gonfiare ulteriormente l’inflazione.
Tutti i numeri sulla ripresa economica più volte sbandierati dal governo potrebbero essere semplicemente annientati da un costo così pesante sul fronte energetico. Senza contare che il rincaro dell’energia non viaggia da solo. Il rame, l’acciaio, l’alluminio ma anche le materie prime che servono al mercato alimentare: i rincari sono generalizzati e né l’Unione Europea e né il Governo stanno sostanzialmente fronteggiando un impatto di queste dimensioni. L’Autorità per l’energia inoltre disegna anche una serie di costi in crescita per il mercato dell’energia. Questo non sorprende perché il gas naturale ma soprattutto il petrolio stanno mettendo assegno dei rialzi tremendi sulle borse mondiali in questi giorni.
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Qui su I Love Trading stiamo da tempo sottolineando come i costi dell’inflazione vengano pesantemente sottovalutati da governi e banche centrali.
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