Citigroup lancia l’allarme: con inverno freddo, Europa senza gas

Sebbene gli occhi dell’attenzione pubblica internazionale siano giustamente puntati sul rincaro tremendo del petrolio, una situazione forse ancora più insidiosa viene dal gas.

Finora il prezzo del gas è aumentato in maniera tremenda, ma comunque è stato tenuto sotto un certo controllo dalla disponibilità russa ad aumentare la produzione. Dunque mentre l’Opec+ si è dimostrata assolutamente non collaborativa nel cercare di abbassare i prezzi del petrolio che sono ovviamente esplosi, dal grande produttore di gas che è la Russia invece sono venuti i toni più rassicuranti. Ma tutto questo ora si scontra contro l’effettiva capacità della Russia di riuscire a soddisfare più di mezzo mondo. Infatti in un colloquio ufficiale tra il presidente Putin e i suoi più alti collaboratori è emerso come le richieste di gas dalla Cina, dalla stessa Russia e dall’Europa siano particolarmente intense.

Tutto dipende dal freddo

Non è detto che la Russia riuscirà a far fronte alle ingenti richieste di gas e soprattutto l’incognita più grande rimane l’inverno. Se avremo un inverno particolarmente duro, probabilmente la richiesta di gas sarà tale che la Russia non riuscirà a rifornire adeguatamente né l’Europa e neppure la Cina. L’Europa risulta essere dal punto di vista del gas un autentico sorvegliato speciale. Perché con scorte assai modeste e dipendendo completamente dalla Russia, rischia seriamente di restare senza gas. Questo non è certo e ancora una volta dipende da quanto sarà freddo l’inverno. Citigroup che sta monitorando la situazione del gas europeo sostiene come un inverno particolarmente rigido lascerebbe l’Europa senza gas.

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Ed Morse, a capo del dipartimento sulle materie prime di Citigroup ha precisato che la situazione europea è assai ambigua. Non solo un inverno freddo potrebbe creare problemi di approvvigionamento, ma potrebbe far schizzare il costo del gas alle stelle.

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Dunque il petrolio non è l’unica incognita di questo energy crunch.