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Supply chain, materie prime e trasporti gettano nel panico anche Coca-Cola

E’ Emmanuel Biella direttore supply chain di Coca-Cola Italia in una bella intervista su il Sussidiario a dipingere con brutale franchezza la drammaticità delle crisi intrecciate che stiamo vivendo.

Dipinge uno scenario veramente fosco nel quale le materie prime rincarano senza fine, i camionisti non si trovano e soprattutto a suo dire non si vede una luce in fondo al tunnel. Questa intervista ricalca fedelmente le parole che tanti insider dell’industria del Food così come di tante altre, stanno proferendo in questi giorni. Letteralmente l’industria mondiale si trova in condizioni di avere seriamente difficoltà a produrre. Nessun’azienda, nessun governo, nessuna autorità sovranazionale ha la più pallida idea di cosa fare per risolvere questi problemi. La supply chain è interrotta in più punti… è degradata e funziona male. Le materie prime aumentano fino all’inverosimile. Ci sono metalli che ormai sembrano quasi introvabili come il rame e con una certa disinvoltura si dice che l’Europa se l’ inverno sarà particolarmente freddo resterà senza gas.

Una forte sottovalutazione

È impressionante come sulla stampa la crisi della supply chain venga trattata (così come la spirale inflazionistica e la carenza di materie prime vengono trattate) come strani ed esotici argomenti di economia pura quando invece parliamo di un’emergenza veramente profonda. E chi ricopre ruoli di responsabilità nelle grandi aziende si mette letteralmente le mani nei capelli pensando alla situazione produttiva della propria azienda così come di tutto il proprio comparto.

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In sostanza soltanto le aziende che la vivono sembrano apprezzare profondamente la gravità di queste crisi intrecciate che minacciano la produzione. Ciò che stupisce è come le autorità internazionali stiano ignorando il fenomeno.

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Si parla di inflazione, poi si fa qualche considerazione sulla catena degli approvvigionamenti e tutto finisce lì. Ma i numeri dicono che la tanto decantata ripresa sta già rallentando molto.

Salvatore Dimaggio

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