Morti bianche, provvedimenti più duri contro le aziende colte in flagranza di reato

Draghi ha iniziato a mettere sul campo alcune proposte per mettere fine al fenomeno delle morti bianche in Italia

Dopo le tragedie vissute negli ultimi mesi, in cui abbiamo registrato purtroppo tante, troppe morti di persone sul luogo di lavoro che hanno riempito le pagine dei nostri giornali, il governo inizia adesso ad attivarsi per cercare di mettere un freno al fenomeno delle morti bianche. Per questo, Draghi sta adesso riflettendo sulla possibilità di allargare lo spettro delle competenze dell’Ispettorato del Lavoro, un’agenzia nata con il Jobs Act varato dal governo Renzi, ma che a causa del referendum che vide uscire il suo governo sconfitto, finì per essere azzoppata già alla sua nascita: le competenze in materia sono infatti restate prerogativa delle singole regioni. 

Morti bianche, il governo preme per una modifica al Testo Unico di Sicurezza sul Lavoro del 2008

 

Per questo, nel decreto fiscale ideato dall’esecutivo, è prevista una modifica al Testo Unico sulla sicurezza del 2008. Ma i governatori hanno però espresso diversi dubbi in proposito: a queste condizioni infatti, la modifica in questione si configurerebbe come una vera e propria invasione di campo sui poteri delle amministrazioni locali. Oltre a questo, il governo ha anche approvato un’importante provvedimento che era stato richiesto più volte da Bruno Giordano, a capo della direzione dell’Ispettore per la Sicurezza sul Lavoro. 

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Viene infatti ridotta la soglia di irregolarità prevista per le imprese che vengono colte in flagranza di reato. Se prima infatti la sospensione delle attività produttive delle aziende era una facoltà di cui potevano avvallersi gli organi di vigilanza, adesso diviene invece un obbligo. Nella speranza naturalmente che questa sia un primo vero passo per iniziare ad arginare un fenomeno che di anno in anno si ripresenta in tutta la sua drammaticità.