Lo scollamento dalla realtà manifestato dalle borse si fa sempre più preoccupante.
Il mondo sta attraversando una fase di grave rincaro delle materie prime. Questo colpisce numerosi comparti industriali ed è soprattutto l’aumento del costo dell’energia a pesare di più. Inoltre la crisi della supply chain sta zavorrando ulteriormente la capacità di produrre un po’ in tutti i paesi del mondo. La conseguenza è che la produzione industriale è in netta frenata. Ci sono industrie più colpite dalla penuria dei chip, altre più colpite dalla crisi del rame o dell’alluminio, ma sostanzialmente produrre è diventato costoso e difficile. Inoltre l’inflazione diminuisce la propensione al consumo delle famiglie e la problematica situazione cinese pesa sullo scenario economico planetario. Eppure guardando i grafici di borsa tutto questo non appare.
La borsa sale sempre come se parlasse di una dimensione parallela. Guardando i grafici di borsa non si vedono la crisi della supply chain o l’inflazione o il Power Crunch o il mostruoso debito dell’immobiliare cinese. Non si vedono i timori per la bolla delle criptovalute. Anzi non si vede proprio niente. L’unica cosa che si vede è che finché ci sono gli stimoli monetari garantiti dalle banche centrali, la borsa crescerà sempre. È una situazione malata ed instabile che ad un certo punto dovrà necessariamente incepparsi. Secondo una buona parte degli analisti, questa crescita dei mercati irrazionale e anche pericolosa arriverà al capolinea con il tapering. Difatti Le banche centrali ad un certo punto saranno costrette dall’inflazione a stringere i cordoni della borsa e a quel punto i mercati finanziari non si sa come potranno reagire.
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Una correzione sarà praticamente inevitabile ma non si può dire talmente in che termini ciò avverrà.
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Sono in molti a denunciare la gravità di questo scollamento che inevitabilmente si traduce in una potenziale bolla delle borse internazionali.
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