Porti che scoppiano, niente camion e scaffali vuoti. Così gli USA si preparano al Natale

I porti mercantili americani sono letteralmente al collasso.

C’è un ingorgo di merci senza precedenti e non si sono operatori per scaricarla e stoccarla. Nei porti c’è un affollamento che non si era mai visto di navi e sulla terraferma c’è un caos di container. Largamente insufficienti gli autotrasportatori per portare la merce sugli scaffali della grande distribuzione. Questa è la faccia più vistosa ed appariscente della crisi della supply chain negli Stati Uniti. In realtà questo quadro americano si sta verificando anche in tanti altri paesi del mondo. I porti si riscoprono assolutamente incapaci di gestire l’eccesso di merci che arriva dopo lo stop della pandemia e un po’ in tutto il mondo i camionisti scarseggiano. Costretti a turni massacranti e pagati una miseria relativamente alla durezza del lavoro svolto, ormai un po’ in tutto l’occidente la mansione del camionista è perennemente sotto organico.

Una fragilità notevole

Questi problemi ai trasporti, uniti ai rincari delle materie prime a monte, potrebbero inasprire la spirale inflazionistica. Quel gioco di prestigio che fino ad oggi è riuscito di non far trasmettere agli utenti finali, i rincari delle materie prime, ben presto non funzionerà più. Ma anche qui da noi in Italia gli autotrasportatori sono in una situazione di forte tensione. Tutta la questione del Green pass è stato solo uno scoppio di rabbia estemporaneo. La rabbia vera degli autotrasportatori arriva da lontano, in particolare da condizioni ingiuste che continuano a penalizzarli. Il mondo post covid, è un mondo che deve fare in conti con tante fragilità e la catena dei trasporti e degli approvvigionamenti le fa emergere con nettezza.

Leggi anche: Supply chain manager: il tizio qualunque che oggi deve salvare il mondo

Biden sta cercando di mettere in piedi una collaborazione tra pubblico e privato che possa aumentare la capacità di trasportare le merci in questo periodo eccezionale.

Leggi anche: Nuovi scandali social: tic nervosi, Squid Game e una seconda talpa Facebook

Certo non è semplice gestire una crisi alla quale nessuno era preparato: la fragilità della supply chain emersa in questo periodo sarà elemento di studio per anni.