Numeri in forte ripresa in tutto il mondo e si teme un ritorno ai lockdown.
Dalla Cina all’Europa, passando per la Russia: in tutto il mondo risalgono i contagi ed i numeri cominciano a diventare impressionanti. Le autorità cinesi senza tanti giri di parole chiedono ai cittadini di fare scorte di viveri. Ma a preoccupare è la situazione russa. La macchina della prevenzione sembra aver fatto cilecca e i numeri dei contagiati salgono giorno per giorno. Ma anche in Europa la situazione non è diversa. Nasce così l’idea di tornare ai lockdown, ma un ritorno a queste misure potrebbe essere troppo penalizzante per la ripresa. L’Austria ha optato per un lockdown circoscritto ai soli non vaccinati, ma le frizioni politiche che ha scatenato sono forti. L’incognita più grande è l’impatto di nuove chiusure sulla ripresa europea.
Il Covid in ripresa e l’inflazione sono elementi destabilizzanti per la ripresa europea e non solo. I dati emersi in questi giorni parlano di un’inflazione in Germania ai massimi da trent’anni. Si preme l’acceleratore sulle campagne vaccinali nella speranza che possano arginare i numeri. Proprio in Austria il timore di chiusure limitate ai non vaccinati ha creato una corsa a vaccinarsi, ma una strategia così aggressiva non sarà seguita dal resto d’Europa. Francesco Boccia, deputato Pd già Ministro per gli Affari regionali, invita al massimo rispetto delle regole per evitare chiusure a fine anno. Già, perchè se i numeri dovessero salire troppo, anche da noi si potrebbe tornare al lockdown. L’economia mondiale e la sua fragile ripresa potrebbero reggere all’ondata di nuove chiusure? Secondo gli esperti questo rischierebbe di avere effetti troppo negativi sulla crisi della supply chain.
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Di particolare fragilità appare la situazione nei paesi dell’Est europeo, gravati da numeri che stanno mettendo a dura prova i relativi servizi sanitari nazionali.
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