È un fenomeno nato col Covid negli Stati Uniti. Ma che oggi si sta espandendo a macchia d’olio in tutto il mondo.
Gli americani lo chiamano Great Resignation. Vediamo di che si tratta e perché può essere un campanello d’allarme molto forte. Dopo il lockdown c’è stato il ritorno al lavoro ma qui ben 4 milioni di americani hanno preferito licenziarsi. Parliamo dunque di persone che avevano un’occupazione e che spontaneamente hanno rassegnato le dimissioni. Dunque questi 4 milioni di americani non sono stati licenziati dai datori di lavoro, ma spontaneamente hanno deciso di andarsene. In sé non ci sarebbe nulla di strano poiché potremmo immaginare che magari nel frattempo avessero ricevuto un’offerta più vantaggiosa o più allettante da un’altra azienda. Ma non è così. Questi quattro milioni di americani hanno deciso semplicemente di abbandonare il lavoro senza prospettive.
Sono storie piuttosto diversificate perché c’è chi si è abbandonato alla miseria o c’è chi magari ha cercato posti di lavoro pagati meno ma meno stressanti. È un fenomeno nuovo per gli Stati Uniti, ma gli esperti lo stanno evidenziando un po’ in tutto il mondo. Dalle prime analisi che i sociologi stanno cercando di tracciare di questo fenomeno emerge come sia in atto una sorta di crisi del lavoro. Troppo precario, troppo poco pagato, troppo stressante. Il lavoro sembra essere diventato un autentico problema. Paradossalmente molti analisti ritengono che questa situazione possa espandersi e non è del tutto chiaro a quali conseguenze potrà portare. Da noi in Italia questo fenomeno è ancora circoscritto, ma c’è chi pensa che possa progressivamente crescere anche qui.
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Molti ritengono che il lavoro sia completamente da ripensare perché così com’è è soltanto una macchina che distrugge l’individuo e praticamente gli ruba la vita che dovrebbe essere dedicata ad altro.
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Non manca neppure chi sostiene che con il lockdown c’è chi si è accorto per la prima volta quanto il lavoro rubasse tempo alla vita familiare.
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