Mai come negli ultimi mesi le due banche centrali più importanti del mondo sono state al centro di aspre polemiche.
Per mesi, infatti, hanno negato l’inflazione sempre più forte definendola ininfluente e transitoria. L’inflazione invece era veramente forte e rendeva problematico produrre per tante filiere produttive. A dispetto di tutto ciò, le banche centrali continuavano le loro politiche ultra accomodanti. Ciò faceva arrabbiare tanti commentatori economici ai quali sembrava che la Federal Reserve e la sua omologa Europea si disinteressassero completamente della vita dei cittadini e anche di quella delle aziende. I rincari erano veramente tremendi e continuare ad ignorarli sembrava assurdo. Ma adesso con la variante Omicron che sta seminando il panico sulle borse di tutto il mondo, la situazione si rovescia di nuovo. Le banche centrali con questa nuova temibile variante che minaccia di far crollare le borse planetarie avranno buon gioco a mantenere salde le loro politiche ultra espansive.
Ciò accadrà sostanzialmente per due motivi. Innanzitutto chiunque dovesse accusarle di ignorare l’inflazione si sentirà a rispondere che attualmente il problema principale è non far crollare produzione e borse a causa di questa nuova terribile variante. In seconda battuta c’è anche da dire che effettivamente una nuova ondata di lockdown potrebbe abbassare la pressione inflazionistica. Prova ne sia che da quando esiste la variante omicron il petrolio ha perso quasi 10% sui mercati. Dunque per queste due ottime ragioni, una di comunicazione, l’altra sostanziale, le banche centrali molto probabilmente resteranno sulle loro politiche da colombe e ben poche critiche potranno concretamente ricevere. Ma riusciranno davvero a sostenere la produzione in caso di lockdown diffusi?
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E questo non potrebbe portare alla temuta stagflazione?
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A questo punto sono tante le domande aperte e bisognerà monitorare l’andamento della nuova variante per capire cosa accadrà.
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