L’aumento dello spread può portare a macelleria sociale su pensioni e bonus

Quando si sente parlare di spread immediatamente l’uomo comune si disinteressa al discorso ritenendola una di quelle questioni tecniche e noiose che, in fondo, non lo riguardano.

È vero, è una questione tecnica e forse anche noiosa, ma quando il divario tra i Bond italiani e i Bond tedeschi si amplia troppo, per il nostro Paese è un problema. Con lo spread in aumento il debito pubblico diventa più pesante e il governo deve cominciare a tagliare. Tutto ciò rende la vita più pesante per i paesi con un forte debito come il nostro. La memoria collettiva quando si parla di spread torna al Governo Monti e alle sue politiche lacrime e sangue. Lo spread di oggi è molto lontano dai livelli di allora però sta salendo tanto ed ha superato i 135 punti.  Le parti sociali stanno bene che minaccia sia lo spread per i pensionati e per tutta la spesa sociale del governo.

Pensioni e non solo

Significa immediatamente tagli e significa immediatamente che qualsiasi concessione il governo avesse in mente di fare sul fronte pensionistico può essere automaticamente annullata. I sindacati attualmente sono sul piede di guerra perché la riforma delle pensioni li lascia insoddisfatti, perché il governo a loro giudizio non sta facendo niente contro l’inflazione ed anche perché il tanto sbandierato taglio dell’Irpef in realtà non aiuta in alcun modo i ceti più deboli. Ma sanno anche bene che se lo spread dovesse rialzare la testa il governo potrebbe concedere ancora meno alle loro richieste. Una questione tecnica, ma che può impantanare la trattativa sulle pensioni sino a blindare la Fornero.

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Ma potrebbe anche costringere a ripensare la spesa sociale. Vedremo.

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Sicuramente ora l’allarme è per la trattativa sulle pensioni che così rischia di irrigidirsi a dispetto di scioperi ed agitazioni.