Cartelle esattoriali: si lavora ad un rinvio a giugno 2022. Opzioni multiple

Il tema delle cartelle esattoriali è caldissimo ed in Parlamento continuano i lavori su una proroga che sarebbe davvero necessaria a tantissimi italiani.

Come vedremo in realtà l’idea della proroga è piuttosto trasversale e questo consentirebbe maggiori probabilità di riuscita. In realtà si lavora ad ipotesi diverse. E’ Forza Italia soprattutto a chiedere al governo una proroga. Forza Italia chiede una proroga assai ricca ed ambiziosa che dovrebbe giungere fino a giugno 2022. Forza Italia sottolinea con grande vigore che la situazione di tanti italiani è davvero drammatica e che lo stesso protrarsi dello stato di emergenza testimonia come le fragilità di tantissimi cittadini siano tali che lo stato non può accanirsi contro di loro in un momento del genere. La proroga fino a giugno 2022 consentirebbe a tanti italiani che non sono in regola con il fisco di avere una boccata di ossigeno che in questo periodo di inflazione galoppante e di crescita molto incerta sarebbero davvero necessarie. Ma la voce di forza Italia non è assolutamente isolata, perché anche i 5 Stelle chiedono qualcosa del genere.

Più partiti lo vogliono

Per i 5 Stelle la formula ideale sarebbe quella di una rottamazione quater. Dunque i 5 Stelle puntano più su un dilazionamento più morbido che su un rinvio secco. Ma anche altre forze politiche come la Lega si sono dette sensibili a questa questione anche se ognuno porta una ricetta diversa. Sarà possibile una mediazione? La cosa importante è che c’è comunque una volontà condivisa di dare più respiro ai cittadini. E bisognerà capire se e come le forze politiche riusciranno a mettersi d’accordo su questi termini più comodi. Decisamente non sarebbe male visto che il periodo che stiamo vivendo è davvero duro per tanti.

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Già gli italiani sono gravati da una stangata di €800 di caro bollette e da un costo della vita che sta crescendo in maniera straordinaria.

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Concedere un po’ di respiro in un momento del genere, in effetti non sarebbe certamente una scelta sbagliata, ma il governo deve fare anche i conti con il proprio risicato budget.