Tasse, il governo pensa a nuova sospensione da gennaio: le ipotesi

L’esecutivo pensa a una nuova sospensione delle cartelle esattoriali molto simile a quella varata i primi di settembre. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e quali sono le ipotesi messe in campo in vista della fiducia in Senato. 

Il governo sta valutando una nuova sospensione delle cartelle esattoriali con pagamento a 180 giorni. Anche perché, proprio nella giornata di ieri, diversi esponenti di Forza Italia hanno minacciato di non votare il decreto legge sulla Legge di Bilancio 2022 se l’esecutivo guidato da Mario Draghi non si dimostra disposto a concedere una nuova sospensione delle tasse per i contribuenti. Si prospetta dunque una nuova pace fiscale, alla luce anche delle difficoltà economiche che a causa dell’emergenza sanitaria il nostro paese continua ad affrontare. I tempi per l’approvazione della manovra si sono però allungati, anche se è molto probabile che la fiducia in Senato arriverà nella giornata del 23 Dicembre 2021. Il governo riflette dunque sull’ipotesi di concedere una nuova dilazione dei pagamenti per tutte le cartelle esattoriali che verranno notificate a partire dalla data del 1 Gennaio 2022, e che abbiano come requisito la durata temporale concessa per il pagamento di 180 giorni. 

Tasse, Forza Italia chiede al governo una nuova sospensione per i cittadini

Sostanzialmente, come nella richiesta arrivata da Forza Italia, si tratterebbe semplicemente di estendere la misura che era già stata messa in vigore a settembre per venire incontro ai contribuenti in difficoltà. Anche perché la confusione burocratica degli ultimi due anni, ha danneggiato in tal senso gli imprenditori. Questi ad esempio, come scoprì tempo fa il quotidiano AostaOggi, più di una volta si sono visti “prelevare” dal fisco, a causa di mancati pagamenti, le cifre dei ristori destinate al ripristino delle attività commerciali dopo le chiusure. Una mossa crudele e forse non voluta da parte del governo, che però ha messo a rischio la sopravvivenza di molte piccole imprese. 

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E infatti alcuni giorni fa è stata apportata una correzione da parte di Draghi, affinché i soldi dei ristori non possano più essere utilizzati dall’Agenzia delle Entrate in tal senso.