In quest’epoca di inflazione fortissima il conto corrente è decisamente nel mirino.
Vediamo per quali motivi il conto corrente oggi è a rischio. Per le famiglie italiane si prospetta una situazione non facile e bisogna fare attenzione all’impatto dell’inflazione. Innanzitutto c’è la questione delle spese. I conti correnti hanno aumentato i costi del 22% negli ultimi mesi. Un rincaro veramente senza precedenti. Per la banca la giacenza è diventata un costo e di conseguenza i conti correnti ormai costano mediamente più di €90 all’anno. Dunque un costo forte che va a pesare concretamente sul bilancio familiare e si somma alle altre batoste. Ma non basta. Tante operazioni che prima erano comprese nel canone oggi vanno pagate a parte, insomma un vero salasso per gli utenti. Ma se i costi della banca tradizionale aumentano di circa il 22%, quelli della banca on-line diminuiscono grossomodo della stessa percentuale.
Dunque le nuove banche che non hanno sportelli fisici e che funzionano completamente on-line sicuramente offrono un grandissimo risparmio costando in media €21 all’anno. Tuttavia non svolgono proprio tutte le funzioni delle banche tradizionali e spesso se si vogliono avere chiarimenti o aiuti il fatto di non avere una persona fisica con cui parlare può rappresentare un autentico limite. Ma il vero salasso per gli italiani è proprio l’inflazione. L’inflazione rappresenta una patrimoniale occulta pesantissima, infatti gli ultimi dati Istat parlano di un’inflazione attorno al 5%. E sono grossomodo questi i valori registrati in tutta Europa. Dunque l’erosione dei conti è fortissima. Ma come ovviare ad una situazione così pesante che tra l’altro si aggiunge ai rincari tremendi delle bollette e della benzina?
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Tanti italiani si stanno rivolgendo ai buoni fruttiferi postali e ai bond legati all’inflazione.
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Questi due strumenti molto diversi tra loro consentono comunque sia una certa difesa dei risparmi dall’erosione dovuta al fenomeno inflazionistico.
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