Bonus casa: arriva il prezzario MiTE, sorpresa sul “chiavi in mano”

Arriva il nuovo decreto con i massimali. Il Ministro Cingolani lo ha appena firmato. Vediamo tutti i dettagli e perchè per l’edilizia è una buona notizia.

La stretta sulla cessione del credito ha bloccato oltre metà dei cantieri italiani e tante banche hanno chiuso i portali per la cessione. Ma poi sono arrivati anche i nuovi massimali troppo stringenti a mettere quella che sembrava davvero una pietra tombale sui bonus casa.

Ma adesso arrivano schiarite multiple che riportano in pista i bonus edilizi con notevole sollievo del comparto del mattone che rischiava davvero di fermarsi. Partiamo dai massimali che avevano tanto fatto discutere negli ultimi giorni. Il ministro Cingolani dunque ha appena firmato il decreto che stabilisce i massimali. Questi massimali sono ovviamente fondamentali per il bonus perché è a questi che ci si deve attenere per poterlo ottenere. Ma proprio con la firma di ieri è emerso che gli elementi più critici più questi massimali sono stati rimossi dal decreto. Infatti in una prima bozza era sembrato che i costi dovessero essere onnicomprensivi, senza nessuna possibilità di extra, dunque sembrava che il governo volesse imprimere una stretta sui prezzi decisamente fuori mercato. Ma con il nuovo decreto, i costi non sono più onnicomprensivi e di conseguenza i cantieri possono ricominciare a marciare.

Una buona notizia per il settore edile

Ad esempio dai costi sono tenuti fuori i compensi per i professionisti così come quelli di posa in opera, ma anche e soprattutto l’IVA. Ma entriamo nel dettaglio. Ciò che abbiamo finalmente fra le mani è il Decreto Ministero della Transizione Ecologica 14 febbraio 2022, n. 75. Il cuore del decreto è l’elenco dei massimali di spesa che possono essere agevolati per rientrare nell’asseverazione relativamente all’articolo 119, comma 13, lettera a) nonché all’articolo 121, comma 1-ter, lettera b), dell’ormai famoso decreto-legge n. 34 del 2020. Il decreto contiene 5 articoli e un allegato.

Allegato A: i massimali

Ma in realtà è proprio l’allegato, il cosiddetto allegato A a contenere il catalogo di tutti i costi massimi specifici. Il primo articolo tratta le finalità del decreto. Al secondo articolo abbiamo il suo ambito di applicazione. Importante anche nel decreto la precisazione per la quale entro il termine massimo del primo febbraio 2023 i costi massimi fissati proprio dall’allegato A verranno aggiornati. L’aggiornamento sarà un riflesso dei costi rilevati da Enea e si tratterà di un aggiornamento strutturale da ripetersi ogni anno presumibilmente alla stessa data.

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Ma ciò che era davvero atteso in questo decreto era la conferma che IVA, compensi ai professionisti e posa in opera fossero esclusi dalle tabelle. Infatti la paura dei giorni scorsi, che aveva fatto nascere anche vivaci polemiche era appunto quella del cosiddetto prezzo chiavi in mano che avrebbe reso i lavori sostanzialmente antieconomici per le ditte. Specialmente in un periodo di forti rincari come questo