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Stellantis accusata di molestie dai sindacati: cosa sta succedendo

Stellantis è in aperto scontro con alcuni sindacati francesi che accusano l’azienda di molestie nei confronti dei dipendenti. Vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo. 

Si è aperto un vero e proprio scontro in Francia tra Stellantis e i sindacati. L’azienda infatti sembra ormai seriamente intenzionata ad avviare dei tagli al personale, in un momento oltretutto sensibile per le sue sorti, in quanto il gruppo lavora attualmente per continuare la transizione elettrica. E questo, unito all’esigenza di ottimizzare al meglio l’intera catena produttiva, sembra aver convinto i vertici della necessità di licenziare e ridurre il numero dei dipendenti. Sembra però inquietante, il modo in cui Stellantis ha scelto di comunicarlo ai propri dipendenti. I sindacati francesi raccontano infatti di come i dipendenti da qualche settimana hanno iniziato a ritrovarsi nel computer delle email aziendali, in cui trovavano rimandi e suggerimenti su come poter trovare un altro lavoro in un’altra azienda. 

Stellantis, il contenuto dei messaggi inviati ai dipendenti

Messaggi pieni di indicazioni, come ad esempio una guida su come redigere correttamente un curriculum, e attirare l’attenzione dei recruiter. Naturalmente, la reazione delle sigle sindacati transalpine è stata immediata e veemente. È iniziata così una protesta contro i vertici aziendali, accusati di molestie. Christine Virassamy, rappresentante del sindacato CFDT, ha dichiarato in merito che “Questo non è un buon modo per motivare le persone a lavorare sodo per l’azienda. Abbiamo chiesto loro di interrompere questa pratica al più presto.” La situazione non è rosea nemmeno nel nostro paese, dove è arrivato da Stellantis un nuovo sto produttivo allo stabilimento di Melfi. 

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Il segretario della Fim-Cisl Basilicata Gerardo Evangelista ha affermato che “continuano ad arrivare le brutte notizie per Melfi: infatti ieri sera è stato comunicato alla Rsa che lo stabilimento sarà nuovamente chiuso per tre giorni, a causa della mancata fornitura dei componenti, derivante dalla crisi dei semiconduttori che hanno fatto venire meno l’approvvigionamento delle centraline motore”.

Carmelo Giuffre

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