Blocco Tir: ora tocca all’industria, poi scaffali vuoti ai supermercati

Se ne parlava da tempo e alla fine è successo. D’altra parte era inevitabile, gli autotrasportatori pagano troppo il gasolio e ormai stanno lavorando in perdita.

Muovere i loro bisonti ormai costa troppo e da settimane minacciavano il blocco merci. Il pieno per un TIR ha superato abbondantemente i €1200 ed i giganti della strada hanno iniziato a fermarsi.

Il 17 c’era un tavolo di incontro tra autotrasportatori e governo. La speranza dei primi era che l’esecutivo riuscisse a promettere loro gasolio a cifre più sostenibili, ma purtroppo questo incontro è stato un flop e ora i bestioni della strada cominciano a fermarsi davvero. I primi blocchi in realtà sono già scattati nei giorni scorsi e protagoniste sono stati Sicilia e Puglia, ma ora arrivano anche Lazio e Molise e ben presto i camion si fermeranno un po’ dappertutto.

Autotrasportatori delusi dal Governo

C’era grande attesa per l’incontro con il governo e gli autotrasportatori speravano davvero in condizioni più favorevoli, ma ora tutto è saltato. Attualmente il problema è che le forniture industriali cominciano a non arrivare e la filiera del pane e della pasta rischia seriamente di fermarsi. Si sta determinando il fermo produttivo di tanti impianti perché le aziende che producono pane e pasta non riescono ad essere approvvigionate delle materie prime necessarie. Ma se la filiera di pane e pasta è quella colpita nell’immediato, in realtà il problema è sistemico.

Blocco produzione e poi scaffali vuoti

Altri tipi di produzioni verranno fermate. Ma poi inevitabilmente toccherai supermercati. Ma dall’Ucraina non arrivano certamente notizie incoraggianti. La tensione tra Russia e NATO ha fatto schizzare il petrolio alla cifra record di 100 dollari al barile. Un prezzo che fino a solo qualche mese fa sarebbe apparso assolutamente ridicolo. In queste condizioni ci sono le premesse per altri tremendi rincari e il blocco merci appare difficilmente evitabile. Le associazioni a tutela dei consumatori protestano vivacemente per questo stato di cose.

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Il Governo deve sostenere gli autotrasportatori perché hanno ragione a denunciare cifre non sostenibili per la benzina dei propri camion e l’Italia non può rischiare di fermarsi specie in una situazione economica già così fragile e precaria. Ma anche per il Governo la partita non è facile: bollette, bonus vari, ecc: l’inflazione chiede soldi su tutti i fronti e le falle da tappare sono davvero troppe.