Cessione dei crediti: il Decreto 13/2022 è in Gazzetta Ufficiale, le novità

Pubblicato finalmente in Gazzetta Ufficiale il molto discusso decreto che riapre la cessione dei crediti multipla.

Il DL n 13 del 25 febbraio 2022 rimette ordine nel mondo dei bonus ed è il caso di capire le corpose novità. I 4 miliardi e mezzo di frodi sul bonus casa erano stati un forte campanello d’allarme per il Governo: le cose dovevano cambiare. La prima iniziativa intrapresa dell’esecutivo però non è stata quella più giusta.

Infatti come sappiamo in un primo tempo il governo aveva deciso di bloccare completamente le cessioni del credito multiple. Dunque al bonus si poteva riconnettere una sola cessione del credito e stop. Questo aveva bloccato più di metà dei cantieri e così il Governo è tornato sui suoi passi e adesso il decreto approda in Gazzetta Ufficiale. La cessione dei crediti multipla adesso è tornata ma con paletti molto stringenti e secondo alcuni esperti del settore dell’edilizia forse anche troppo.

La nuova normativa sulle cessioni multiple

Le cessioni dei crediti potranno essere al massimo tre. Tutte quelle dopo la prima dovranno avvenire soltanto tra banche o comunque istituti finanziari selezionati e monitorati dalla Banca d’Italia. Questa scelta ha convinto Poste Italiane a riaprire il portale sulla cessione dei crediti che era stato chiuso per prudenza. Ma i paletti alla cessione come vedremo non finiscono qui. Innanzitutto il credito non è frazionabile e quindi deve viaggiare sempre in maniera unitaria.

Paletti troppo stringenti

Questo credito che non può essere “spezzettato” e che deve viaggiare sempre come un unico elemento lo renderà sicuramente meno appetibile. Tra l’altro il credito va anche contrassegnato con un codice identificativo che molti chiamano bollino e che consente di risalire in qualsiasi momento al primo cedente, ma anche al primo cessionario. Dunque in qualsiasi momento si potranno verificare i documenti che hanno giustificato il bonus. Ma arrivano anche sanzioni severissime per i tecnici che fanno l’asseverazione dei costi: dai €50000 ai €100000 di multa e una detenzione che va dai 2 ai 5 anni.

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Questo solo in caso di colpa perché in caso di dolo le pene sono anche aumentate. Se ci aggiungiamo i costi dell’edilizia che sono cresciuti veramente tanto ci rendiamo conto del perché tanti non sono convinti che questo decreto farà effettivamente ripartire i cantieri. Una situazione in divenire, dunque ma è assi probabile che il mondo del bonus casa non tornerà più ai numeri di prima.