Superbonus 110% prorogato e novità unifamiliari con pertinenze dalle Entrate

Il Superbonus è sempre al centro di novità, ma anche di polemiche, intanto però c’è la proroga e anche la risposta delle Entrate sulle unifamiliari con pertinenze.

Sembra passata la burrasca della cessione dei crediti, ma non tutti sono convinti. Lo stop alla cessione multipla aveva fermato oltre la metà dei cantieri italiani e la nuova normativa promette di farli ripartire.

Ma le tre cessioni con il bollino non convincono tutti. Anche perché le pene per l’asseveratore che dovesse sbagliare sono terribili. Si arriva addirittura i €100.000 di multa e ai 5 anni di reclusione. Intanto però il Superbonus va avanti grazie alla proroga che lo porta fino al 2025. Ma attenzione perché arriverà al 110% fino all’anno 2025 soltanto per le zone colpite da sisma e per gli immobili effettivamente danneggiati. Per tutti gli altri la proroga fino al 2025 ci sarà comunque ma vedrà una percentuale scendere progressivamente anno per anno.

Unifamiliari con pertinenze

Intanto però l’Agenzia delle Entrate ha messo online una nuova risposta all’interpello che riguarda le unifamiliari con pertinenze. Lo riporta il portale Lavori Pubblici e la precisazione è della direzione regionale dell’Emilia Romagna. L’Agenzia delle Entrate intervenendo sul caso sottoposto da un contribuente, innanzitutto va a definire cosa sono gli edifici unifamiliari. L’Agenzia delle Entrate ricorda quindi che parliamo di un unità immobiliare funzionalmente indipendente e munita di accesso autonomo. Tra l’altro deve essere anche l’abitazione di un unico nucleo familiare. In particolare in questo caso ci si concentra sulle unifamiliari che hanno delle pertinenze. L’Agenzia delle Entrate sottolinea che le pertinenze non vanno a modificare i limiti di spesa.

Dubbi e perplessità

Dunque persino quelle pertinenze che siano accatastate in modo autonomo, non moltiplicano i limiti di spesa. Decisamente una situazione diversa da ciò che capita nel condominio. Ma come dicevamo all’inizio il dubbi più forte è proprio quello sull’effettiva ripartenza del bonus. Pene così severe e cessioni così limitate riusciranno a convincere ditte e committenti?

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Ricordiamo che le cessioni ora possono essere massimo tre e quelle successive alla seconda possono avvenire solo tra istituti selezionati ed operanti sotto il controllo di Banca d’Italia. Peraltro devono essere tutte legate da un codice che consenta sempre a chi controlla di risalire ai documenti. Insomma una normativa stringente che secondo il Governo farà ripartire i cantieri. Tuttavia molti esperti sostengono che prima bisogna attendere i numeri perchè non tutti saranno convinti.