Costo della vita: prezzi su e salari giù, potrebbe arrivare il Reddito di base

La fotografia che emerge da un’indagine dell’associazione dei consumatori Consumerismo no profit è davvero impietosa: in vent’anni il costo della vita è aumentato del 150%

Una vera e propria stangata alla quale però non corrisponde un aumento dei salari. Dunque i vari beni di consumo più diffusi sono mediamente aumentati a tre cifre per gli italiani negli ultimi 20 anni, ma per i salari le cose stanno in modo molto diverso.

Teoricamente i salari sarebbero cresciuti del 50%, dunque il disallineamento tra costo della vita e valore del salario sarebbe veramente fortissimo, ma a ciò si deve aggiungere che in questi vent’anni si è assistito a una precarizzazione selvaggia del mondo del lavoro. Anno per anno i contratti a tempo indeterminato, che dunque garantiscono la serenità del lavoratore e gli consentono di contrarre un mutuo o di fare un ragionamento a lungo termine sono stati inesorabilmente sostituiti da contratti che durano pochi mesi o un anno e che dunque impediscono al lavoratore di poter fare ragionamenti a lunga scadenza.

Ansia sociale e povertà

Un’ansia ed una precarietà acuita certamente dal covid e dalla recente fiammata dell’inflazione, ma acuita anche dalla consapevolezza che tanti lavori presto o tardi diventeranno inutili. Per questo in Europa si discute con sempre maggiore insistenza dell’introduzione di un reddito di base universale garantito a tutti. In vari paesi europei sono già partiti degli esperimenti pilota, ma l’idea è quella di estenderlo a tutti i cittadini europei indistintamente.

Reddito di Base Universale: è ancora solo una proposta

Si tratta dunque di una misura molto diversa dal reddito di cittadinanza in quanto prescinde sia dall’ISEE che dalla ricerca attiva di un lavoro. Una misura di questo genere può aiutare concretamente ad abbassare quell’ansia sociale che sempre più forte si respira nella nostra società ultraprecarizzata. Ma averlo non sarà così semplice. Infatti attualmente è attivo un referendum che si può firmare on-line presso l’Unione Europea.

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Se si dovessero raggiungere il milione di firme questa proposta potrà arrivare al Parlamento Europeo che potrebbe prenderla in considerazione e trasformarla in una vera e propria legge. Se è vero che la pressione per ottenerlo si fa ogni giorno più forte ed il dibattito è sempre più acceso in tutta Europa anche vista l’inflazione, è tutt’altro che scontato che si possa avere o comunque sia che si possa avere in tempi brevi.