Aumenta il prezzo della benzina e del diesel e a perderci sono tutti, compresi i gestori dei distributori. Che iniziano a pensare e modi concreti per risparmiare.
Quello che stiamo attraversando è senza alcun dubbio uno dei momenti più straordinari e difficili per l’economia mondiale. La dimostrazione cammina sul binario della speculazione e si traduce con il fatto che, nonostante la quantità del petrolio e il gas sia sempre uguale, il prezzo sale sempre di più a causa di una fase dettata da instabilità sociale e politica. Uno dei termometri più efficaci si legge nei distributori di benzina, ormai assediati da prezzi shock e paura di restare senza carburante. Un paradosso che spaventa gli italiani che ogni giorno sono costretti a ricaricare l’auto per andare a lavorare o mantenere una vita normale e che, dunque, pagano con il proprio portafoglio la diminuzione delle materie prime e della guerra tra Russia e Ucraina, come accade anche per altri beni primari come il pane.
Nonostante in molti credano che a guadagnarci siano i proprietari o gestori delle pompe di benzina, la verità sta da un’altra parte. Come ricordato qualche giorno fa dalla Figisc Confcommercio di Cesena, i gestori guadagnano per ogni litro 3,5 centesimi (lordi) per ogni litro di benzina o diesel venduto e quindi che va a finire nelle automobili dei consumatori. E dunque, nessun cambiamento particolare per loro da quando i prezzi sono schizzati alle stelle e nessun guadagno è stato apportato ai gestori che, anzi, rischiano di chiudere e perdere tassi occupazionali.
Il Governo presieduto da Mario Draghi in queste ore sta lavorando per adottare misure di tamponamento e rilancio del comporto. I sindacati dei gestori chiedono un intervento immediato, magari andando a toccare le tante famose e agognate accise. Ma interventi possono riguardare anche l’Iva.
Il tempo dunque passa ma i gestori per adesso pensano ad un modo per arginare i costi altissimi: da lunedì le luci degli impianti saranno spenti, in modalità self-service nella notte. Ma non è escluso che altre azioni verranno adottate per tutelare i posti di lavoro delle pompe di benzina che, allo stato, rischiano di impoverirsi.
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