Diesel, è crisi mondiale: senza Russia razionamenti e blocco generale

Gli esperti lanciano un allarme globale sul diesel. Inflazione e guerra hanno fatto letteralmente crollare le scorte in tutto il mondo.

Vediamo gli altri rischi ai quali il pianeta va incontro. Il duro scenario inflazionistico al quale stiamo assistendo ha fatto schizzare alle stelle i prezzi di tutte le materie prime e specialmente delle materie prime energetiche. I prezzi salgono anche a causa di una brutta speculazione internazionale ma le scorte diminuiscono.

In tutto il mondo ormai le scorte di diesel sembrano veramente agli sgoccioli e lo scenario è pauroso. Gli stati ormai vanno letteralmente a caccia di diesel cioè cercano dei canali di approvvigionamento per questo prezioso carburante ma le opzioni diminuiscono sempre di più. In particolare è proprio l’Europa ad essere nella condizione di maggiore fragilità. Per il diesel noi siamo fortemente dipendenti dalla Russia e di conseguenza con la guerra in corso le prospettive per il vecchio continente sono veramente preoccupanti. La penuria di diesel è un problema che si patisce a vari livelli. Per le famiglie è l’ennesima stangata perché mettere benzina alla propria auto risulta ovviamente costosissimo.

Blocco merci generale

Per le aziende le cose vanno ancora peggio ma il rischio più forte è quello del blocco merci. In Italia già in varie realtà locali i camionisti hanno cominciato ad incrociare le braccia.

Ad essere precisi è successo in Sardegna ma non solo. Se i camionisti si fermano con un gasolio che costa sui 2,2 euro al litro cosa potrebbe accadere quando le scorte precipiteranno e i prezzi potranno salire anche a tre o quattro euro per litro? La prospettiva che molti temono e quella del blocco merci totale. Nel nostro paese Infatti lo 80% della merce viaggia su gomma e quindi è impensabile pensare a riconvertire la distribuzione di merci in tempi brevi.

Razionare il diesel

Gli italiani si arrangiano come possono mettendo anche oli alimentari al posto del diesel nel motore. Ma questo oltre a essere proibito dalla legge è anche pericoloso per il motore stesso perché l’alta viscosità di questi oli può facilmente danneggiare i nostri motori. In uno scenario del genere la parola d’ordine è risparmio. Preferire i mezzi pubblici è qualcosa che fa bene sia al nostro portafogli che al sistema in generale che ha la pressante necessità di far durare le scorte quanto più sia possibile. Questa è infatti la sfida dei governi: in mancanza di canali alternativi e nella speranza che la crisi si sblocchi, si deve ridurre il consumo.