Poste Italiane mette a disposizione un modo per mettere da parte i propri risparmi per farli fruttare. Ma quanto fruttano?
I buoni fruttiferi di Poste Italiane sono ritornati sul mercato e sembrano interessare molto i cittadini e gli utenti italiani, i quali da sempre sono molto attenti a sistemi di risparmio. Soprattutto in tempi di incertezza e paura per il futuro, riuscire a farsi un gruzzoletto può diventare decisivo per le nuove generazioni. In passato hanno riservato grandi sorprese a chi ha risparmiato per poi ritrovarsi una piccola cassaforte a cui attingere dopo qualche anno di attesa e qualche sacrificio. E a goderne i frutti spesso sono stati figli e nipoti. Adesso Poste Italiane ha messo a disposizione un nuovo strumento che rischia di allettare molti clienti e che rappresenta una novità rispetto agli strumenti precedenti.
A garantire l’efficacia dei buoni postali è lo Stato. Essi sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti. Vengono sottoscritti e sono rimborsali con una quota agevolata del 12,50 per cento. I buoni fruttiferi possono essere intestati ai minorenni con un’età compresa fino ai 16 anni. In forma digitale si può effettuare una sottoscrizione nel progetto del piano di risparmio piccoli e buoni o dai genitori. Si possono sottoscrivere negli uffici postali ma anche in forma disgiunta. Chiaramente è necessaria una responsabilità del genitore/tutore per poter usufruire del libretto del figlio minorenne.
Quando si affrontano tempi di questo tipo bisogna per forza di cose lavorare con calcolatrice alla mano. Gli interessi annui lordi infatti sono dell’0,5 per cento per i primi tre anni, mentre salgono a 0,75 per cento dopo 4 anni. I numeri salgono ancora: 1 per cento dopo cinque anni, l’1,25 per cento dopo sei e 7 anni. E poi: 1,50 dopo otto, nove, dieci e undici anni. Due per cento per 12esimo, 13esimo, 14esimo e 15 anno. Si conclude la sfilza di numeri con i tassi al 2,50 per cento dopo il 16esimo, 17esimo e 18esimo anno.
Può accadere di ottenere un rimborso anticipato. In questo caso verrà sancito un tasso di interesse pari a 0,50 per cento lordo per ogni anno.
Una cartella notificata di recente può sembrare esclusa, ma la Rottamazione-quinquies segue una logica diversa…
Nel 2026 basta un errore nel metodo di pagamento per perdere una detrazione Irpef. Le…
Retribuzioni, contributi e benefit cambiano volto dal primo gennaio 2026. Con una circolare attesa da…
Le dichiarazioni dei redditi cambiano assetto e anticipano il fisco del futuro. Le bozze dei…
Andare in pensione a 64 anni nel 2026 non è un’ipotesi teorica, ma una possibilità…
Il bonus da 500 euro mensili entra in una nuova fase e allarga il proprio…