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Salute

Malattia e pensioni di invalidità: i soldi non sono più gli stessi

Arrivano novità per chi deve già soffrire a causa di una pensione di invalidità. A cambiare sono le cifre di quanto si percepisce mensilmente da parte dello Stato. Cosa c’è da sapere. 

(Pixabay)

Sono previsti cambio di indennità e quindi di retribuzione per gli invalidi civili, i quali nel 2022 godranno di un piccolo aumento che sarà erogato direttamente dall’Inps, l’Istituto nazionale di previdenza sociale.
Per chi ne ha diritto c’è da sapere che gli aumenti interessano tutti i tipi di prestazioni erogate: l’assegno mensile di invalidità, la pensione di inabilità civile, l’indennità di frequenza. Certo, in molti si stanno già domandando la cifra di questi aumenti, e se quindi effettivamente possono incidere sulla vita degli invalidi civili. Ecco che allora è necessario un approfondimento a riguarda per comprendere meglio quali sono le novità legislative che possono portare qualche boccata d’aria alle famiglie italiane.

Aumento sugli assegni per gli invalidi civili, ecco di quanto si tratta

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Come anticipato in precedenza, aumentano le indennità per gli invalidi civili: si passerà così a ricevere 292 euro a mese, a differenza dei 287 euro che invece venivano erogati nel 2021. Cambiano anche le regole sull’accompagnamento: si passa da 525 euro al mese rispetto ai 522 del 2021. a prescindere dal reddito dichiarato. Per gli invalidi totali si arriva a un massimo di 525,17 euro al mese, per i ciechi assoluti a 946,80 euro al mese. L’indennità speciale per i ciechi parziali ammonta invece a 215,35 euro al mese. Cifre importanti che, sommate alla fine dell’anno, consentono di mettere da parte un bel gruzzoletto.

Limiti di reddito, modifiche ai parametri

(Pixabay)

Con il 2022 ci sono stati cambiamenti per ciò che riguarda le cifre dei redditi degli invalidi civili entro i quali è consentito ricevere le indennità. Dunque, per ottenere l’assegno ogni mese per l’invalidità il soggetto deve dichiarare un massimo di 5.015,14 all’anno. Diverso e con criteri più alto è il fattore inabilità: qui la quota sale a 17.050,42 ogni anno. Rimane ancor in piedi ancora la regola per cui che per concedere le prestazioni si fa riferimento esclusivamente al reddito del beneficiario, non tenendo conto dei guadagni degli altri componenti del nucleo familiare, compreso il coniuge.

Edoardo Corasaniti

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