In Italia ormai vige uno stato di forte tensione riguardo il cibo perché tanti alimenti iniziano a scarseggiare e lo stesso Presidente del Consiglio Mario Draghi ha parlato esplicitamente della possibilità dei razionamenti.
In effetti i cibi di cui abbiamo razioni molto scarse ormai sono tanti. L’olio di girasole a quanto pare durerà al massimo un mese e poi le scorte nazionali italiane finiranno.
Tanto è vero che probabilmente sarà rimpiazzato da quello di palma nonostante sia ritenuto di scarsa qualità. Anche il lievito sta scarseggiando ed anche per quanto riguarda questo importantissimo alimento le scorte non dovrebbero durare più di un mese.
Ma adesso un nuovo comunicato di Putin ripreso dall’agenzia di stampa Tass sta gettando nuovo scompiglio nel già delicato mondo alimentare italiano. La guerra in Ucraina e le durissime sanzioni imposte alla Russia hanno interrotto le catene di approvvigionamento alimentare.
Tutto è diventato più difficile da trovare e molte associazioni a tutela dei consumatori lamentano il fatto che già oggi in tanti supermercati italiani sia difficile reperire tutta una serie di cibi. D’altra parte il razionamento del cibo non è certo un tabù ed anzi in Spagna è già cominciato. Anche le scorte spagnole sono esigue come quelle italiane e di conseguenza il governo spagnolo ha già autorizzato i supermercati a razionare tutti quegli alimenti di cui siano troppo carenti.
Ma se la Spagna ha già cominciato a razionare, anche per l’Italia il rischio è molto concreto. Ma le parole di Putin hanno sicuramente cambiato le carte in tavola. Il leader russo ha detto chiaramente che sta valutando limiti all’Export di cibi nei confronti dei paesi ostili. Questa formula “paesi ostili” è già stata usata da Putin altre volte e tra i paesi ostili ci siamo anche noi italiani. Putin sa che ha scarse possibilità di vincere la guerra ma sa anche che L’Europa è molto fragile perché dipende dalla Russia sul fronte del gas così come sul fronte di molti alimenti.
Di conseguenza Putin usa le armi di pressione a sua disposizione. Da una parte minaccia di chiudere i rubinetti del gas ma proprio oggi rivolge le sue minacce anche all’approvvigionamento del cibo. Se la Russia dovesse ridurre o addirittura chiudere completamente l’export di cibo nei confronti dei paesi europei, probabilmente il razionamento di cibo o almeno di alcuni cibi che provengono da quel Paese potrebbe diventare di colpo molto più vicino. Il Governo non ha ancora commentato le parole del leader russo ma è evidente che se le minacce dovessero trasformarsi in realtà per le nostre scorte ci sarebbero seri problemi.
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