Redditometro: la nuova stangata parte dai figli, cosa controlla la Finanza

Il fisco italiano è sempre più agguerrito contro i contribuenti ed ora torna un vecchio incubo: quello del redditometro.

Il fisco deve fare cassa perchè il Governo è stato chiaro: i conti dello Stato sono disastrati e bisogna trovare denaro. Ed ecco allora rispuntare un’arma assai controversa e criticata.

Già quest’anno i controlli del fisco sono stati senza precedenti: infatti il fisco incrociando i dati di conti e carte di credito grazie all’intelligenza artificiale ha potuto passare al setaccio i contribuenti come mai prima, ma ora debutta anche il redditometro: ecco come funzionerà.

Il nuovo redditometro

Tutto parte da una situazione che al fisco sembra strana, ma che invece in questi tempi di crisi è molto diffusa: vale a dire quella del figlio che pur avendo un lavoro resta a vivere con i genitori.

Per la macchina del fisco qualcosa del genere è assai bizzarro e fa scattare i controlli che tra poco vedremo. Nella realtà questo è invece assolutamente normale perchè il lavoro dei giovani oggi è povero e precario e senza una mano dei genitori vivere è quasi impossibile con le paghe da fame date ai giovani. Ricordiamo che tanti stanno chiedendo il Reddito di Base europeo online, proprio per poter contare su un minimo.

I controlli del fisco

Lo strumento era già entrato in funzione, ma con la pandemia era stato messo in pausa. Ma adesso è ritornato ma potenziato con la cosiddetta superanagrafe dei conti correnti che permette di ricostruire con estrema precisione i redditi dei genitori e quello del figlio che sia rimasto a vivere con loro. Tramite questa ricostruzione si potranno comparare la sommatoria dei redditi dichiarati con la sommatoria di quelli ricostruiti e se ci sarà un divario superiore al 20% ecco che partiranno i controlli. Il nuovo redditometro in sostanza punta a combinare insieme tutti i redditi del nucleo familiare per fare una valutazione globale. Vediamo come.

Come funziona

Il figlio che lavora e che vive con i genitori può contribuire alle spese della famiglia che quindi può permettersi un tenore di vita più elevato. Ma se questo tenore di vita più elevato non appare in linea con quello che viene dichiarato da genitori e figli ecco che si potrà essere chiamati dall’Agenzia delle Entrate per fornire spiegazione della massa di introiti effettivamente percepiti. In tal caso il fisco si concentrerà sul soggetto maggiormente a rischio di evasione.