Gas, allarme, Putin inizia davvero a chiuderlo da stanotte: razionamenti e crisi

Da tempo gli esperti sostenevano che Putin non stesse bluffando e che desiderasse davvero chiudere il gas all’Europa considerata nemica.

Putin mostra il suo lato più duro e chiude il gas a due paesi europei e così inizia inevitabilmente un periodo durissimo.

Questo fa iniziare definitivamente la guerra del gas e per noi italiani sarà un massacro: vediamo cosa cambia.

Putin chiude il gas

Due paesi europei: Polonia e Bulgaria hanno visto chiudersi le loro forniture di gas da parte della Russia. E adesso la vita per questi due paesi diventa durissima. Per i cittadini di questi due paesi europei partiranno adesso quasi sicuramente i razionamenti e per le aziende produrre diventerà costosissimo.

E’ importante capire una cosa: con questa mossa Putin ha praticamente mandato questi due paesi in recessione. E l’Italia trema perchè potrebbe fare lo stesso con noi. Infatti il progetto di Putin è quello di farsi pagare il gas in rubli per sostenere la disastrata moneta russa e cercare di allontanare lo spettro del default. La Russia in effetti è vicinissima al default a seguito delle dure sanzioni occidentali.

Gli italiani tremano

Veniamo alla delicata situazione italiana. L’Italia non è disponibile a pagare il gas in rubli perchè non erano questi gli accordi e soprattutto per non aiutare un paese nemico come la Russia. Ma il fortissimo rischio è che uno dei prossimi paesi senza gas potremmo essere proprio noi. Putin infatti usa l’arma del ricatto del gas per fare pressione sui paesi che stanno aiutando l’Ucraina. La Banca d’Italia nelle scorse settimane è stata chiara: se l’Italia resta senza gas russo ci attendono due anni di recessione. Insomma se Putin chiude i rubinetti del gas, non solo le famiglie saranno costrette ai razionamenti, ma l’economia entrerà in una fase recessiva che farà schizzare in alto il numero delle aziende fallite ed il numero dei disoccupati.

Razionamenti e recessione

Dunque gli italiani devono prepararsi alla prospettiva allarmante dei razionamenti e della recessione economica. C’è poco da fare: i numeri presentati da Banca d’Italia sono chiari. Il problema è che il nostro Paese ha uno stato sociale debolissimo. In Italia i poveri non ricevono nessun aiuto per vivere. Dunque recessione da noi può significare milioni di disperati che faranno esplodere la loro rabbia sociale.