Visita fiscale: se ti comporti nel modo sbagliato rischi 6 anni e 6 mesi

Il mondo del lavoro è sempre un mondo molto delicato.

Perché se è vero che ogni cittadino ha bisogno di lavorare per poter andare avanti è vero anche che tra lavoratore e datore di lavoro si instaura un meccanismo di diritti e di doveri reciproci.

ANSA/CESARE ABBATE/i52 / DBA

Ormai in realtà i diritti del lavoratore sono ridotti al lumicino tra paghe sempre più basse, contratti che non garantisco nulla e lavoro povero.

Il mondo del lavoro sempre più svuotato di tutele

Basti pensare che una fetta consistente di chi percepisce il reddito di cittadinanza in realtà un lavoro ce l’ha ma prende pochissimo. Tuttavia quando si è lavoratori si può godere anche dei periodi di malattia retribuiti.

Pixabay

Se si è malati si ha diritto a stare a casa e a non perdere la propria retribuzione. Dunque per chi si ammala è un vero e proprio diritto garantito dalla legge quello di stare a casa e di essere pagato. Però ovviamente il lavoratore non può approfittarsi di questo diritto e di conseguenza il datore di lavoro e l’INPS hanno il diritto di indagare sulla reale malattia di chi rimanga a casa. Si tratta di una tutela importante per il datore di lavoro. Infatti datore di lavoro deve avere la possibilità di verificare che la malattia sussista davvero e che il dipendente non si stia approfittando il suo diritto per starsene a casa senza motivo. Se un lavoratore è in malattia un datore di lavoro può chiedere quindi delle visite di controllo da parte del medico fiscale.

La visita del medico fiscale

In realtà diciamo anche che non esiste un vero e proprio limite al numero di visite che un datore di lavoro può chiedere per verificare l’effettivo stato di malattia. Eppure da oggi qualcosa cambia. La Corte di Appello di Bari con una sentenza piuttosto recente è andata a rinforzare un orientamento giurisprudenziale che ormai si va affermando. Infatti troppe visite fiscali da parte del datore di lavoro possono essere considerati addirittura mobbing. Questa recente sentenza è rivoluzionaria perché se conferma ovviamente il diritto del datore di lavoro a poter sempre verificare l’effettiva malattia del lavoratore che sta comunque sia pagando, introduce però un elemento nuovo.

Può essere reato

Se un datore di lavoro chiede un’esagerazione di visite fiscali per fare pressione e fare appunto mobbing sul lavoratore e costringerlo a tornare al lavoro facendolo sentire in imbarazzo e in difficoltà questo diventa un reato. In questi casi il datore di lavoro sta commettendo il reato di mobbing e rischia appunto una pena fino ad un massimo di 6 anni e 6 mesi. Questa sentenza è effettivamente rivoluzionaria ma concretamente in questi casi la cosa difficile è dimostrarlo il mobbing cioè effettivamente andare a quantificare quando le visite siano veramente troppe e quando no. Ad ogni modo sicuramente questa sentenza va a garantire qualcosa in più al lavoratore.