Alta tensione tra Russia e UE: noi italiani la paghiamo su pensioni e stipendi

Se qualcuno sperava che la tensione tra Unione Europea e Russia avrebbe potuto allentarsi in queste settimane si è sbagliato di grosso.

I toni utilizzati dai diplomatici di ambo le parti sono veramente inquietanti e più volte si è parlato di terza guerra mondiale. Gli analisti notano come la volontà comune sia quella di farsi vedere forti, determinati e disposti a tutto.

Stefano Ambu/ANSA

Nessuno vuole cedere e Putin lo sta dimostrando chiaramente. Aver chiuso le forniture del gas a due paesi europei significa non aver paura di ulteriori pesanti ritorsioni e dimostrare di non aver paura neppure di un conflitto diretto.

Tensione crescente: pensioni e stipendi

Molti analisti ormai non escludono la possibilità di un coinvolgimento diretto e frontale tra USA e NATO da una parte e Russia dall’altra. Uno scenario veramente catastrofico e pericolosissimo.

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Questo picco di tensione per l’economia italiana ha effetti massacranti. L’inflazione continua ad aumentare e le prospettive per la crescita economica sono ormai sconsolanti. Secondo la banca d’Italia se la Russia dovesse chiudere le forniture di gas all’Italia, il nostro paese avrebbe 2 anni di recessione economica. L’impatto su pensioni e stipendi sarebbe davvero tremendo. Lo Stato si troverebbe di colpo a dover tagliare su tutto e proprio per i più poveri la situazione potrebbe diventare davvero tragica. Secondo molti analisti il primo effetto di questo acutizzarsi della tensione è che la speranza di sfuggire alla Riforma Fornero diventa sempre più esile.

Cosa cambia per lavoratori e pensionati

Sebbene i pensionati siano sempre più poveri a causa dell’inflazione una recessione potrebbe costringere l’INPS a non adeguare più le pensioni al costo della vita e dunque a farle scivolare pesantemente a ribasso dal punto di vista del potere d’acquisto reale. Questa situazione di tensione economica rende anche molto più probabili le chiusure di aziende. Infatti molti economisti si attendono un’impennata della disoccupazione che in un momento del genere chiaramente può avere effetti realmente tragici. Molti stanno sottolineando con forza specie in sede Europea come sarebbe fondamentale in un momento del genere l’approvazione di un reddito di base universale che potesse garantire il minimo per sopravvivere a tutti anche in un frangente così duro.

Reddito di Base: l’antidoto a povertà e strozzatura dei consumi

Infatti questa esplosione della tensione economica si traduce in un aumento forte della povertà e in una strozzatura dei consumi che finiscono per essere il classico cane che si morde la coda. In molte sedi si sta cercando di capire quale può essere l’andamento di stipendi e pensioni nei prossimi mesi e quale impatto potrà avere questa crisi. Sicuramente ci sono tanti fattori da tenere in considerazione. La durata della guerra è uno di questi, ma è soprattutto lo scenario di un conflitto vero e proprio a poter far precipitare le cose. Proprio per questo si sottolinea l’importanza dell’introduzione di misure minime per garantire ai troppi poveri italiani ed europei almeno il minimo per poter andare avanti.