Supermercato: conviene fare scorta dei 4 cibi che la guerra rischia di cancellare

La guerra in Ucraina sta diventando davvero incandescente e per i supermercati italiani tanti cibi potrebbero presto sparire.

La guerra in Ucraina rischia una vera e propria escalation perché la Russia non sembra voler accogliere in alcun modo le proposte di pace che vengono dai vari paesi europei.

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Pensare a un tavolo di trattativa in questo momento sembra molto difficile e per gli approvvigionamenti alimentari italiani il rischio aumenta.

Gli alimenti che possono sparire

Effettivamente la catena degli approvvigionamenti del supermercato è piuttosto lunga e complessa e in questo scenario così duro, per tanti alimenti che prima arrivavano in Italia senza nessuna difficoltà, si profilano problemi piuttosto grossi.

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Di conseguenza ci sono cibi che stanno già sparendo dal supermercato o che rischiano di sparire presto. Vediamo quali sono quelli di cui è meglio fare scorta. La penuria di cibo causata dalla guerra ha un doppio impatto sul supermercato, infatti non solo rende alcuni cibi più difficili da trovare, ma li rende anche più costosi. Chiaramente meno disponibilità c’è di un cibo e più il prezzo di questo aumenta.

Olio di Semi di girasole e gli altri

Sicuramente il primo alimento di cui fare scorta e l’olio di semi di girasole. In molte parti d’Italia trovarlo è già molto difficile e lo si trova a prezzi veramente elevati ma il problema è che i prezzi rischiano di aumentare parecchio perché diventa sempre più complesso approvvigionarlo. Una situazione simile potrebbe verificarsi anche per quanto riguarda il riso. Il riso in Italia si trova ancora piuttosto facilmente ma le associazioni dei produttori lanciano l’allarme. Infatti importare cibo in Italia è diventato piuttosto complesso, ma anche coltivarlo qui sta diventando difficile. Infatti le materie prime necessarie per la coltivazione del riso sono aumentate di prezzo in maniera veramente importante e per i coltivatori produrre diventa difficile.

Tanti cibi importanti

Un discorso simile si può fare per il grano. L’Italia ha sempre importato grandissime quantità di grano, ma oggi importarlo non è facile è così le aziende che producono pane biscotti e pasta rischiano di avere difficoltà a reperire la materia prima nei prossimi mesi. Anche per quanto riguarda il lievito ci sono problemi simili. Infatti si ritiene che anche il lievito potrebbe diventare difficoltoso da reperire sui mercati internazionali e di conseguenza potrebbe poi diventare difficile da trovare al supermercato. Sempre più spesso si inizia a parlare anche di razionamenti. Effettivamente se le scorte di cibo dovessero diventare troppo scarse il rischio dei razionamenti potrebbe diventare più concreto.

Ipotesi razionamento

Il razionamento ipoteticamente scatterebbe quando le riserve di un alimento fossero così scarse da imporre al governo di venderlo in modo contingentato. Questa ipotesi in Italia è già stata avanzata dal primo ministro Mario Draghi ma senza tempi precisi. Draghi ne ha parlato oltre un mese fa ma considerandola una semplice ipotesi da non scartare. Il problema è che in Spagna i razionamenti sono già partiti da tempo e si teme che questa ipotesi possa concretizzarsi anche qui, anche se attualmente, ripetiamo, non ci sono conferme.