Italia senza acqua e migrazioni di massa dall’Africa: i nuovi allarmi che cambiano la nostra vita

La siccità in Italia è sempre più esplosiva. Comuni e province cominciano a parlare di razionamenti perché le scorte idriche si stanno riducendo in maniera fortissima.

La siccità in Italia è ormai arrivata ad un vero e proprio livello di emergenza.

ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Per gli coltivare diventa difficilissimo ed è soprattutto la produzione di riso ad essere particolarmente penalizzata.

Allarme siccità, c’è il rischio di razionamenti dell’acqua

Ma ovviamente sono tante le coltivazioni a patire l’assenza di acqua ma ben presto potrebbero arrivare i razionamenti anche per i cittadini.

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Al momento si invitano i cittadini a utilizzare l’acqua con particolare parsimonia ma se le riserve dovessero diminuire ancora potrebbero effettivamente partire i razionamenti. In molti comuni nella zona del Po l’acqua è già diminuita veramente molto e la disponibilità concreta per famiglie ed imprese comincia effettivamente a scarseggiare. Ma la grave siccità è un fenomeno globale e sta interessando anche l’Africa. La siccità in Africa sta determinando una grandissima difficoltà a produrre materie prime alimentari.

Ondate migratorie senza precedenti dall’Africa

Questo si aggiunge alla forte stretta sul grano impressa da Putin che sta letteralmente affamando il grande continente africano. Putin, infatti ha bloccato il grano esportato da Russia e Ucraina che insieme rappresentano una grande fetta della produzione mondiale di questa materia prima. Dunque l’Africa è sempre più affamata a causa della siccità e anche a causa della crisi del grano e così sono previsti flussi migratori davvero massicci e senza precedenti. Per Putin le migrazioni di massa verso l’Europa sono un vero e proprio strumento di pressione contro i governi europei. Putin vuole che i consumatori europei siano sfiniti dagli aumenti del gas e dai flussi migratori e premano sui propri governi per un allentamento delle sanzioni alla Russia.

I rischi per i cittadini

Queste emergenze si rinforzano a vicenda. Infatti la scarsità di acqua aumenta la difficoltà a produrre cibo in Italia e dunque aumenta i prezzi. Insomma l’inflazione, nonostante la stretta della BCE, finisce per essere sempre e comunque tenuta alta dalla siccità e dalla guerra ed il peso sistemico sull’Italia rischia di essere sempre più forte. Specie in un momento in cui il rischio recessione e stagflazione sembrano particolarmente intensi.