L’Agenzia delle Entrate il 30 giugno ti svuota il conto in 24 ore: uragano di tasse stronca gli italiani

L’Agenzia delle Entrate è sempre più dura con gli italiani e le tasse aumentano continuamente.

L’Italia è il secondo paese in Europa per pressione fiscale. Soltanto la Francia impone più tasse di noi in tutta Europa ma la Francia eroga i servizi sociali che sono veramente al fianco dei più poveri.

ANSA/LUCA ZENNARO

Purtroppo in Italia gli aiuti sociali per chi è nel bisogno sono praticamente inesistenti ma le tasse sono altissime.

Un uragano di tasse

Come sottolinea il sito Italia oggi il 30 giugno arriverà un vero e proprio Tsunami di tasse.

PIxabay

Infatti il 30 giugno ci sono addirittura 61 scadenze fiscali. Si, avete letto bene ben 61 pagamenti da fare ai quali si aggiungono altri adempimenti di varia natura. Un fisco durissimo che molto spesso non guarda in faccia al fatto che famiglie ed imprese non siano più in condizioni di pagare a causa dell’inflazione, del lavoro povero e della precarietà. L’elenco delle tasse che scadono il 30 giugno è infinito. Si va dall’imposta sostitutiva per chi è in regime forfettario o in regime dei minimi all’IVA all’irpef e all’ires. Il 30 giugno scade anche la cedolare secca sugli affitti. Ma il 30 giugno è anche l’ultimo giorno nel quale si potrà usare la fattura tradizionale per i forfettari.

Troppe tasse troppa durezza: un elenco infinito

Infatti dal primo luglio per i forfettari scatta l’obbligo della fattura elettronica. Scorrendo la lista dei pagamenti e degli adempimenti scopriamo tasse di tutti i generi e ormai sono tanti gli italiani in fortissima difficoltà a causa dell’inflazione e molti temono che questa tempesta di tasse più che portare soldi nelle casse dello Stato finirà per esasperare le tensioni sociali. Infatti lo stato è sempre più duro con le partite IVA in regime forfettario e non aiuta in alcun modo questi lavoratori poveri. Inoltre in Italia mancano aiuti sociali sostanziosi per chi finisca in condizioni di difficoltà e tutto questo non fa che acuire la rabbia nei confronti di un fisco sempre più cieco ed ingiusto che pretende ma riduce gli aiuti.