Secondo le stime di Confindustria sarà proprio il nostro Paese a pagare più di tutti il costo di luce e gas. Ecco perché
La guerra in Ucraina non sembra poter finire a breve. Nonostante l’avanza dei russi sembra rallentare, il conflitto assume sempre di più le sembianze di una guerra di logoramento che, da un giorno all’altro, potrebbe velocemente sfociare in un’escalation mondiale.
Dopo le pesanti sanzioni inflitte al Paese di Putin da parte dell’Unione Europea e gli Stati Uniti, la Russia ha reagito utilizzando contro di noi una delle armi più efficaci in assoluto: l’energia. Da settimane, infatti, ha ridotto le forniture di gas al nostro Paese, che assiste impotente all’aumento preoccupante dei prezzi. Nonostante siano tutti i Paesi Ue ad essere in difficoltà, secondo Confindustria sarà proprio il nostro Paese a pagare di più di tutti il costo di luce e gas. Ecco perché.
Secondo alcune stime stilate all’interno della relazione condotta dal Centro Studi di Confindustria, l’economia italiana è andata in contro ad una decisiva perdita di competitività a causa del repentino aumento dei prezzi di energia, in particolare luce e gas.
A soffrirne di più saranno le imprese nostrane, le quali dovranno affrontare spese tra i 5,7 e i 6,8 miliardi in più ogni mese. Un aumento di circa 50 miliardi l’anno che colpisce molti settori strategici per il nostro Paese, come il settore manifatturiero, sempre meno competitivo rispetto ad altre realtà europee e mondiali.
Una situazione che però contempla una crisi generale per il nostro Paese: “Nonostante i rincari delle materie prime esercitino un impatto consistente sui costi energetici di tutti i settori e per tutti i Paesi – continuano dal Centro Studi – il sistema Italia emerge come il più colpito”. Ma perché? La spiegazione è molto semplice: negli ultimi anni, l’Italia è diventata sempre più dipendente dai Paesi esteri per quanto riguarda il settore dell’energia.
Il nostro Paese, infatti, importa circa il 78% del fabbisogno energetico, mentre altri Paesi risultano essere meno dipendenti rispetto al nostro. Paesi come la Francia (che fa largo affidamento alle sue centrali nucleari per soddisfare il 70% di energia necessaria) e la Germania, la quale riesce a ricavare dalle rinnovabili più del 50% del fabbisogno energetico.
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