Superbonus: adesso quando lo richiedi partono direttamente controlli e nuove domande

Il Governo è sempre più duro sul superbonus e per chi lo richiede adesso la vita non sarà semplice.

Se il governo Conte amava molto i bonus casa, decisamente con l’arrivo di Mario Draghi è cambiato tutto.

ANSA/US GDF

Il governo Draghi è stato sin da subito molto scettico nei confronti del bonus.

Cambia tutto per il Superbonus

Vediamo che cosa cambia per chi chiede il bonus e perché. Il Governo è convinto che il superbonus sia sostanzialmente una grande fabbrica di frodi.

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Infatti sono emerse frodi per 5,6 miliardi di euro ma molto probabilmente quelle vere sono molte di più. Infatti secondo l’esecutivo le frodi emerse sono solo la punta dell’iceberg. Un iceberg fatto di cantieri fantasma e cifre gonfiate, tanto a pagare sarebbero state le casse pubbliche. Quindi il governo è estremamente scettico nei confronti del superbonus perché ha il sospetto che chiunque lo richieda voglia sostanzialmente mettere in piedi un cantiere fantasma o come minimo un cantiere fortemente gonfiato. Anche la Corte dei Conti ha bocciato il superbonus ed il governo sottolineato come abbia distorto il mercato dell’edilizia. Il Bonus ha creato una specie di inflazione extra nel mondo dell’edilizia, ma ora tutto questo deve finire.

Ora i controlli partono subito

Quindi ormai l’approccio dell’Agenzia delle Entrate e dell’esecutivo nei confronti del bonus è cambiato completamente. Adesso a quanto emerge dalle ultime circolari dell’Agenzia delle Entrate sostanzialmente richiede un bonus significa tirare su di sé il faro del fisco. Infatti qualsiasi sproporzione o qualsiasi anomalia relativa ai lavori agevolati dal bonus sarà immediatamente un viatico per controlli sempre più approfonditi. L’Agenzia delle Entrate ha anche fatto dei casi concreti. Ad esempio per chi dovesse richiedere un bonus nel quale ci sia una sproporzione tra la cifra e il valore del bene partirebbero subito i controlli. Anche quando vi sia una sproporzione tra situazione economica di chi richiede il bonus e agevolazione stessa si creerebbe la stessa situazione. Insomma la sfiducia radicale del governo nei confronti del bonus è stata ben trasferita al fisco che si muove di conseguenza.