Ora arriva l’austerità: con lo scudo anti-spread ci saranno clausole dure per l’Italia

Lo scudo anti-spread ha un prezzo molto caro per il nostro paese.

Vediamo che cosa sta succedendo. La Banca Centrale Europea sta lavorando ad uno scudo anti-spread per evitare che il differenziale arrivi a penalizzare troppo l’Italia.

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Ma la Germania ha paura che i Paesi con alto deficit come l’Italia così siano incoraggiati a spendere senza freno.

La Germania dice no

Ecco perché si lavora a clausole che di fatto possono far piombare l’Italia in una pesante austerità.

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Il problema è che questa forte austerità da un lato serve ad accontentare i paesi più virtuosi per quanto riguarda il deficit, ma arriva proprio in un momento nel quale l’Italia ha bisogno di erogare forti aiuti pubblici alle troppe famiglie in difficoltà. Infatti con l’inflazione ai massimi ed un mercato del lavoro sempre più povero, il Governo è chiamato ad aiuti straordinari. Tuttavia la BCE ha rassicurato i tedeschi che lo scudo contro lo spread avrà clausole molto chiare che impediranno all’Italia e agli altri paesi con alto deficit di continuare a spendere.

Clausole dure per l’Italia

Come sappiamo l’alta inflazione ha costretto le banche centrali ad un marcato aumento dei tassi. Per quanto riguarda la BCE l’aumento dei tassi per ora è stato più promesso che è realizzato. Ma questo è bastato per far andare in allarme i mercati e fare aumentare tremendamente lo spread. L’aumento dei tassi voluto dalla Banca Centrale Europea e dalla Federal Reserve rischia seriamente di far crollare le borse e di mandare il mondo in recessione economica. Eppure con un’inflazione così forte l’aumento dei tassi è una via purtroppo inevitabile.

Il Governo costretto a tagliare

È proprio per questo che all’aumento dei tassi si era pensato di accompagnare anche uno scudo contro lo spread. Ma ovviamente i paesi “virtuosi” come la Germania non sono d’accordo e quindi l’effetto a lungo termine di tutto ciò può seriamente essere un’austerità che rischia di impedire al governo di aiutare chi è in difficoltà. Questo ripropone il vecchio problema della convivenza forzata in Europa tra paesi davvero troppo diversi sul piano economico.