Bonus 200€ “consideratelo provvisorio”: quando e come l’INPS ti chiede di restituirlo

Bonus €200: per dipendenti e pensionati scattano le restituzioni, confusione e rabbia.

Il bonus 200 euro sta facendo molto discutere. Ma adesso si parla già di restituirlo proprio per quelle categorie fragili come dipendenti e pensionati punto vediamo che cosa sta succedendo.

ANSA / ETTORE FERRARI

Il bonus 200 euro ha fatto molto discutere perché molti giustamente sottolineano come erogare 200€ una volta sola contro l’inflazione così tremenda sia veramente troppo poco.

Restituzione del bonus: l’INPS emana nuovi chiarimenti

Inoltre oggi con la crisi di governo tante categorie rischiano di non percepirlo proprio.

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Ma oltre a questo c’è la bruttissima tematica delle restituzione. Il bonus €200 sarà percepito sulla busta paga per i dipendenti e sui cedolini per i pensionati. Attualmente il bonus €200 è una misura una tantum. Tuttavia il governo sta pensando di allungarlo nel tempo e di confermarlo anche per alcuni mesi successivi a luglio. Ma purtroppo la questione dei rimborsi può essere un serio problema tanto per i dipendenti che per i pensionati gravati dalla fortissima inflazione. Infatti tanti dipendenti e pensionati dopo averlo ricevuto potrebbero doverlo restituire indietro.

Come funzioneranno le restituzioni

È proprio l’INPS che sta chiarendo questa brutta questione. Sono vari i casi nei quali il bonus potrebbe essere richiesto indietro. Li chiarisce la circolare 73 del 2022. Innanzitutto dovrà restituire il bonus chi dovesse averlo ricevuto due volte. Ma ovviamente questo non è l’unico caso. Restituirà il bonus 200 euro anche chi dovesse risultare non in linea con i requisiti reddituali. Infatti l’Agenzia delle Entrate e l’INPS hanno chiarito che il bonus 200 euro si riceve sempre in via provvisoria.

Bonus provvisorio e per tanti è un problema

Sarà solo dopo aver verificato che effettivamente il beneficiario rientri nelle categorie reddituali previste dalla normativa che si potrà dire che non si sarà in dovere di doverlo restituire. Dunque in sostanza bisognerà attendere che l’Agenzia delle Entrate e l’INPS verifichino che nel periodo prestabilito dalla normativa non si sia violato il tetto di reddito pari a 35.000. Solo in quel momento si potrà effettivamente stabilire che non si è tenuti alla restituzione del bonus da 200 euro. Ma con il Governo in bilico tutto è appeso ad un filo e questa ed altre erogazioni sociali rischiano di saltare.