Non ci sono buone notizie a causa della crisi di governo. Mutui più cari e debito pubblico che cresce. Ecco cosa succede
La crisi di governo, con conseguenti dimissioni da parte del premier Draghi e scioglimento delle Camere annunciato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non porterà certo cose positive al nostro Paese. Non sarà, infatti, un momento particolarmente facile per l’Italia.
A seguito della crisi di governo e delle dimissioni di Mario Draghi causate dall’operazione di Movimento 5 Stelle, Lega e Forza Italia, nel nostro Paese il governo resterà in carica solo per gli affari correnti. Ma non ci sono buone notizie per i cittadini, anzi. All’orizzonte si intravedono mutui più cari e debito pubblico che cresce ancora. Ecco che cosa sta succedendo.
Il governo Draghi è caduto. Il 25 settembre 2022 si tornerà a votare e, ancora una volta, il Paese versa in condizioni di instabilità politica. Dopo l’annuncio d Mario Draghi, lo spread ha subito un’impennata pazzesca, anche a causa del rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce.
Dunque, ad oggi ci si lecca le ferite e si cerca di capire cosa aspetterà al nostro Paese nel prossimo futuro. Le conseguenze per i cittadini non fanno ben sperare e il portafoglio dei contribuenti potrebbe essere in serio pericolo, soprattutto per quelle persone che hanno intenzione nel breve periodo di chiedere e ottenere un finanziamento importante e chi possiede titoli di Stato.
Questi, infatti, stanno vedendo calare a picco il prezzo dei Btp, in quanto i mercati sembrano più interessati alle prossime emissioni di debito con tassi di interesse maggiormente convenienti. Le banche, storiche acquisitrici di debito pubblico, verseranno dunque in condizioni di difficoltò, così come le stesse finanze pubbliche, messe sotto pressione dal rifinanziamento del debito.
Secondo il Codacons, inoltre, è previsto un rialzo delle rate dei muti, alla luce del rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce dello 0,50%. Un fattore che andrà a colpire anche i mutui futuri, oltre a chi ha concordato per un tasso variabile. Dunque, non sarà un periodo facile per i contribuenti, il quale potrebbe essere piuttosto lungo.
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