Busta paga: aumenti cancellati, gli stipendi scendono del 3%, OCSE dice no

Il governo aveva disposto un aumento delle buste paga fino a fine anno.

Proprio nel decreto aiuti bis di agosto l’esecutivo Draghi aveva approntato un aumento delle buste paga che sarebbe dovuto durare fino alla fine del 2022.

ANSA

Ma adesso arriva una pesante doccia fredda proprio sul fronte degli stipendi. Vediamo che cosa sta succedendo e perché in realtà in Italia gli stipendi diminuiscono.

Stipendi in diminuzione

Con il decreto aiuti bis di agosto inizialmente gli italiani attendevano la riproposizione del bonus da €200.

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Il governo non ha riproposto il bonus da €200 ma si è in qualche modo difeso con degli aumenti sugli stipendi e anche sulle pensioni. Gli aumenti sugli stipendi sarebbero stati fino alla fine del 2022 e gli aumenti delle pensioni sarebbero stati sempre fino alla fine dell’anno. Teoricamente l’aumento degli stipendi avrebbe dovuto essere una buona notizia per i lavoratori italiani così come l’aumento delle pensioni.

Cosa succede a stipendi e pensioni

Tuttavia l’OCSE cambia completamente le carte in tavola per quello che riguarda i dipendenti e i pensionati e così tutto il discorso sulle buste paga aumentate fino alla fine del 2022 crolla miseramente. Vediamo che cosa sta succedendo. L’ocse è andata a stabilire che l’emergenza energetica seguita alla guerra in Ucraina ha completamente sconvolto l’economia italiana. L’inflazione oramai è altissima perché ha superato l’8%. Questo significa che gli stipendi reali degli italiani in realtà sono scesi del 3%. Ma oltre ad essere scesi gli stipendi italiani sono scese anche le pensioni. Quindi l’inflazione ha determinato una vera e propria pesantissima stangata sia sugli stipendi che sulle pensioni e così gli aumenti previsti dal governo in realtà sono stati più che compensati dalla tremenda inflazione.

I problemi per i lavoratori

Ma l’OCSE sottolinea anche come la disoccupazione in Italia sia molto più alta rispetto alla media Europea. Tra l’altro in Italia oltre al problema della disoccupazione c’è anche il problema delle estrema precarietà dei posti di lavoro e delle paghe realmente da fame. Proprio per questo la tensione sociale in Italia è considerata in forte aumento. Infatti non soltanto gli italiani percepiscono molto meno danaro degli omologhi europei ma soprattutto hanno lavori molto precari e la disoccupazione, specialmente al Sud è elevatissima. Con la forte fiammata dell’inflazione si attendono tensioni sociali perché sempre più famiglie italiane hanno veramente difficoltà enorme ad andare avanti e le proteste cominciano a diventare clamorose. I disoccupati a Napoli in piazza per protesta hanno cominciato a bruciare le bollette.