Pensioni: cambia tutto rivalutazione più conguaglio e anticipo aumenti, regalo INPS

 La situazione dei pensionati italiani è veramente pesante perché l’inflazione all’8% mette molti dei pensionati in condizione di non poter concretamente andare avanti.

Gli aiuti promessi dal governo hanno certamente il loro peso ma adesso arrivano notizie positive proprio sul fronte di questi aumenti e delle pensioni.

ANSA

Difatti l’INPS cambia tutto per quello che riguarda le pensioni degli italiani e vediamo che cosa sta succedendo. In sostanza le pensioni aumenteranno prima di quanto previsto.

Aumenti più forti

In autunno gli assegni saranno rinforzati prima di quanto era stato inizialmente stabilito.

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Il Ministero del Lavoro delle politiche sociali sociali ha deciso di contrastare con maggiore forza gli effetti dell’inflazione ormai all’8%. In sostanza la perequazione delle pensioni relative all’anno 2023 verrà anticipata prima del previsto. Ci sono due fattori che il governo sta mettendo in campo per riuscire a potenziare le pensioni tramite le nuove normative INPS. Innanzitutto c’è un più 0,2% per riequilibrare gli effetti dell’inflazione passati. A questo piccolo aumento si somma però un aumento del 2%.

Cosa cambia per i pensionati

Non è altro che un anticipo della perequazione di gennaio. Ma vediamo concretamente che cosa cambia per i pensionati. Sostanzialmente gli aumenti delle pensioni arriveranno prima e oscilleranno tra i 10 e i 50€ al mese. Quindi ci sarà anche un conguaglio che oscillerà tra 10 e 130€. Questo ovviamente in proporzione alla pensione. Sarà nel mese di novembre che i pensionati potranno godere effettivamente degli arretrati. In sostanza questi arretrati andranno a coprire il periodo che va dal primo gennaio al 30 settembre di questo anno. Per una pensione da circa 2500€ al mese gli aumenti saranno di circa 50 euro. Ovviamente per le altre pensioni le cifre saranno in proporzione.

I limiti di questi aumenti

Tuttavia il problema vero di questi aumenti è che non sono redistributivi e così saranno proprio le pensioni più basse a percepire gli aumenti più modesti. Quindi questo aumento delle pensioni si allontana molto da una logica di tipo universale. Molti ricordano che questi interventi statali non stanno seguendo la logica redistributiva che è un pilatro del nostro ordinamento e proprio per questo si attende con ansia l’aumento delle pensioni minime a mille euro promesso dal prossimo governo di centro-destra. Troppi pensionati con ce la fanno più e sarebbe importante soccorrerli e non dimenticare sempre i più poveri.