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Pensioni

Pensioni minime, che importi avranno nel 2023 con la crisi e l’inflazione

Quale sarà la situazione dei pensionati nell’anno a venire? Ecco che importi avranno le pensioni minime nel 2023 a ausa dell’inflazione

Di settimana in settimana i costi della vita nel nostro Paese (e in Europa) aumentano sempre di più. L’arrivo dell’inflazione ha causato una vera e propria esplosione dei prezzi, che hanno causato un impoverimento delle famiglie e del loro potere d’acquisto. Questo sta avvenendo in particolare per i pensionati.

(Pensioni minime inflazione/Ansa)

Sono proprio loro le categorie più fragili che stanno subendo il contraccolpo dell’inflazione. Dunque, l’Inps provvederà al più presto nell’aggiornamento degli importi. Ecco, quindi, che importi avranno le pensioni minime nel 2023 a causa dell’inflazione.

Ecco quali saranno gli importi delle pensioni minime

L’aumento dei prezzi di carburante, energia, prodotti di prima necessità e materie prime ha colpito tutti i cittadini e moltissime imprese. Ma tre le categorie maggiormente in difficoltà vi sono certamente i pensionati. A preoccupare è soprattutto il fatto che le previsioni per il futuro non sono affatto rosee. Nel mese di settembre, infatti, l’inflazione ha visto un ulteriore crescita dello 0,3%, arrivata all’8,9%.

Chi ha come fonte unica di reddito la pensione minima, infatti, potrebbe essere pesantemente penalizzato da questa situazione. Tuttavia, è possibile fare affidamento anche su quelle che vengono chiamate rivalutazioni degli assegni. Ecco, quindi, quali saranno gli importi delle pensioni minime.

(Pensioni minime inflazione/Ansa)

Nel caso in cui i prezzi dovrebbero stabilizzarsi e i loro aumenti sostanzialmente fermarsi, coloro che percepiscono una pensione minima riceverebbero un aumento dell’importo di circa 37,19€. Si tratta del 7,1%, che produrrebbe un aumento dell’assegno fino a 561,02€ e un aumento annuale di 483,47€. Soldi in più che servirebbero certamente a pagare qualche bolletta durante l’anno.

Anche i titolari dell’assegno che arriva fino a 4 volte la pensione minima (ovvero 2.095,32€) potranno usufruire dell’aumento del 7,1%. Chi, invece, riceve un importo tra i 2.095,32€ e i 2.619,15€ riceveranno un aumento del 6,39%; dunque un incremento del 90% del 7,1% riferito alle minime. I percettori di un assegno superiore ai 2.619,15€, invece, vedranno una rivalutazione dell’assegno pensionistico del 5,33%.

Tuttavia, non stiamo parlando di tassi di rivalutazione effettivi, in quanto questo potrà esserlo solo dopo aver stabilito l’esatto andamento dell’inflazione negli ultimi 3 mesi dell’anno.

Gianluca Merla

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