Arrivano previsioni preoccupanti per il futuro dell’Europa dopo l’emanazione delle sanzioni alla Russia. Ecco cosa potrebbe accadere
Quella che stiamo vivendo in Europa è una vera e propria guerra energetica combattuta tra l’Occidente (in primis Europa, appunto, e Stati Uniti) e la Russia (appoggiata soprattutto da Cina e Iran). L’invasione di Putin in Ucraina ha scatenato l’indignazione dell’Europa, la quale ha deciso di emanare sanzioni alla Russia come deterrente.
Ma secondo alcuni analisti il futuro per l’Europa potrebbe essere particolarmente preoccupante. Ecco, quindi, che cosa potrebbe succedere da qui ai prossimi anni.
Secondo Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, l’emergenza energetica in Europa potrebbe durate almeno per altri 3 anni. Ci attende, infatti, un futuro particolarmente duro e per nulla rassicurante a causa dello scontro in Ucraina e nonostante le sanzioni emanate nei confronti della Russia.
“La partita dell’energia deciderà vita o morte nei prossimi anni, in tutta Italia” è questo il pensiero di Tabarelli, secondo cui il Price cap del gas non ha molto senso e che il razionamento dell’energia dovrà essere rivisto. La sua previsione consiste nel fatto che la crisi energetica non rientrerà prima dei prossimi tre anni, quindi certamente non entro il 2023.
Per l’esperto imporre un tetto al prezzo del gas è una scelta inutile, oltre che ad essere “impossibile”. Inoltre, la remotissima possibilità di imporre un tetto al prezzo del gas mostra l’unica via possibile per affrontare la crisi: il sostegno diretto da parte dei governi europei a famiglie e imprese.
Tabarelli è infatti convinto che quella con la Russia sia una guerra “non militare” per cui è coinvolta anche l’Italia, in quanto la Russia rappresentava fino a qualche mese fa il nostro principale fornitore di energia. Inoltre, l’esperto prevede l’ingresso di un commissario militare in un contesto di razionamento dell’energia, che avrà il compito di monitorare il fabbisogno energetico e i livelli di fornitura.
Sarà quindi un inverno difficile e lungo: per l’esperto i problemi inizieranno a gennaio, soprattutto nelle regioni del Nord, dove le temperature sono inferiori rispetto al resto del Paese. Ma ad essere a rischio, oltre alla fornitura di gas è quella di rimanere senza elettricità, in quanto ben il 50% della corrente è prodotta proprio grazie al gas.
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