Conti correnti 2023: arrivano nuove tasse, corsa a chiuderli “rabbia”

Le imposte sul conto corrente sono tra le principali ragioni per cui lasciare i soldi a stagnare non è una buona idea. Dal 2023 le tasse sui conti correnti aumenteranno, rendendo l’utilizzo del conto sempre meno conveniente. Esistono delle alternative altrettanto comode per tenere i propri risparmi?

Ormai è da molto tempo che il conto corrente non è più il migliore o più efficace strumento di risparmio. Lasciare il proprio denaro fermo su un conto corrente è, anzi, una continua perdita, a causa delle imposte di bollo fisse che vengono applicate ai conti correnti. Queste erodono pian piano le finanze finché ce ne sono all’interno del conto.

Aumento delle tasse sul conto corrente
Foto ANSA

L’imposta di bollo è un’imposta fissa che deve pagare chiunque abbia un conto corrente. L’importo è di 34,20 euro per i conti di persone fisiche e di 100 euro per le aziende e i condomini. Il pagamento è annuale, ma può anche essere diviso in quote bimestrali o trimestrali, a seconda di quando avviene la rendicontazione. Sono esentati dal pagamento solo i possessori di conti correnti con una giacenza media inferiore a 5.000 euro.

Aumento delle imposte di bollo, conviene chiudere il conto?

Visto che si lega al rendiconto del conto corrente, che viene inviato direttamente dalla banca all’Agenzia delle Entrate, l’imposta di bollo è anche molto difficile da evadere. Un risparmiatore particolarmente accorto può cercare di mantenere la propria giacenza media sotto i 5.000 euro, ma si tratta di una possibilità molto poco attuabile.

Il limite di 5.000 euro di giacenza media per evitare il pagamento dell’imposta di bollo è stato fissato nel 2012 con il decreto Salva Italia. Una nuova deroga a questo stesso regolamento prevede che le persone con un isee inferiore a 7.500 euro non debbano pagare l’imposta di bollo. Questa è una deroga parlamentare messa in campo durante la crisi del Covid, che potrebbe essere ritirata nel 2023.

Ritiro da conto corrente
Foto ANSA

Nonostante la situazione economica non sia esattamente migliorata rispetto a quando la deroga è stata emessa, questa potrebbe essere ritirata, estendendo il pagamento della tassa sul conto corrente a molti che, con la normativa vigente, sono astenuti. Dal 2023, quindi, è possibile che tornino delle spese in più, rispettiavamente di 34,50 euro per le persone fisiche e 100 euro per le imprese.