Agenzia delle Entrate: perchè sta mettendo le mani nei conti di milioni di italiani?

Una delle conseguenze più temute dei debiti con altri soggetti è il pignoramento dei beni. Ma che cosa si rischia realmente e quali sono i limiti? Eccoli spiegati.

Il pignoramento dei beni o dello stipendio/pensione è una misura che entra in gioco quando un debitore inadempiente non restituisce quanto pattuito come debito a un creditore. Tale creditore può essere un soggetto privato oppure lo Stato, nella figura dell’Agenzia delle Entrate.

Controllo dei conti correnti
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In entrambi i casi il pignoramento ha delle limitazioni imposte dalla legge. Per quanto riguarda il pignoramento dello stipendio o della pensione, ad esempio, può essere effettuato solo fino a un quinto dell’importo massimo della pensione o dello stipendio del debitore, ripetuto per tutte le mensilità occorrenti a coprire il debito.

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Anche il pignoramento dei beni di un creditore è definito da dei limiti precisi, sia per quanto riguarda i soggetti privati, sia per l’Agenzia delle Entrate. Il pignoramento di crediti del debitore verso terzi può essere fatto soltanto tramite atto notificato al terzo e al debitore.

L’atto deve contenere, oltre all’ingiunzione del debitore, l’indicazione del credito per il quale si procede, del titolo esecutivo e del precetto, l’indicazione, anche generica, delle cose o delle somme dovute e l’intimazione al terzo di non disporne senza l’ordine del giudice. Deve inoltre contenere la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio nel comune in cui ha sede il tribunale competente, nonché l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata del creditore precedente.

Agenza delle Entrate
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Ci sono inoltre i casi dei beni cointestati, per esempio, un conto corrente, che possono essere pignorati solo per il 50% e il debitore può comunque prendere dalla restante parte del bene pignorati sotto l’autorizzazione dell’altro intestatario. Se il bene cointestato non può essere diviso al 50%, come per esempio un appartamento, questo sarà venduto in toto e il 50% della somma ricavata sarà pignorata. Esistono poi dei beni che non possono essere pignorati: letti, tavoli, sedie, armadi guardaroba, cassettoni, frigoriferi, stufe, fornelli di cucina a gas o elettrici, lavatrici, utensili da cucina e mobilio idoneo a contenerli.