Gas: tregua sui prezzi ( novembre) ma non illudiamoci, poi stangata

A novembre ci sarà una tregua sui prezzi del gas ma dopo c’è da preoccuparsi dal momento che si abbatterà sugli italiani una maxi stangata. 

Con l’invasione delle truppe russe in Ucraina, si sono susseguite una serie di conseguenze che chiaramente hanno finito per pesare sui nuclei familiari che già erano in difficoltà economiche. Va detto che in particolare il gas sta facendo registrare una tregua dei prezzi, tuttavia, non c’è da illudersi poiché il rischio di una stangata è dietro l’angolo.

I prezzi del gas sono in discesa / Foto Ansa

L’attuale andamento rivela una diminuzione dei prezzi relativi al gas ma questo non deve spingere a pensare che il peggio sia oramai alle spalle dal momento che, stando alle previsioni, i prossimi mesi saranno piuttosto duri: sugli italiani starebbe per abbattersi una stangata senza precedenti.

Gas, le cause della tregua sui prezzi

Come accennato poc’anzi, il gas sta continuando a scendere facendo registrare oramai da due mesi un lento e progressivo abbassamento del costo.

I prezzi del gas sono in discesa / Foto Pixabay

Gli esperti affermano che il motivo è da attribuire innanzitutto al raggiungimento del 90 per cento degli stoccaggi per l’inverno. Oltre a ciò, l’andamento in questione è legato anche al fatto che le temperature sono ancora piuttosto miti in tutta Italia e ciò consente di mantenere ancora spenti i riscaldamenti. In sintesi, possiamo dire che si sta assistendo ad un abbassamento della domanda rispetto a quella che è l’offerta.

Cosa si rischia quest’inverno

In ogni caso, nonostante la situazione appena descritta, la stagione invernale si preannuncia essere piuttosto complicata. A sottolinearlo è Matteo Villa dell’Ispi che ha dichiarato che con l’avvento dei primi freddi il gas tornerà immediatamente a crescere nel prezzo. Dal canto suo, l’Unione Europea sta lavorando al fine di introdurre regole nuove di solidarietà tra Stati membri e al price cap. In merito a quest’ultimo, però, la Germania continua a mostrarsi scettica. Olaf Scholz, infatti, ha spiegato che il rischio di una sua applicazione è rappresentato dal fatto che i produttori vadano alla ricerca di gas altrove. Non resta che augurarsi che si arrivi presto ad una soluzione comune per evitare che a rimetterci siano come sempre le fasce più deboli della popolazione.