Il crollo delle criptovalute ha tutti i crismi della più classica delle tragedie greche

Per noi commedia e tragedia sono semplicemente due generi teatrali. Per estensione commedia e tragedia sono anche due generi cinematografici o letterari.

Ma i greci ragionavano in modo profondamente diverso rispetto a noi. Per loro la tragedia non era semplicemente un genere teatrale, ma aveva un ruolo molto più elevato e molto più profondo. La tragedia per i greci aveva un ruolo molto più elevato perché impregnava di sé tutte le volute della vita e persino gli sviluppi della natura e del cosmo.

Il crollo delle criptovalute ci riporta al tragico pensiero dei classici greci. (I Love Trading)

Ma allo stesso tempo la tragedia aveva un contenuto molto più profondo perché era sostanzialmente quel substrato filosofico e culturale dal quale la riflessione non poteva mai completamente prescindere. D’altra parte non dobbiamo dimenticare il monito: “O impariamo dalla tragedia greca a leggere la storia dell’uomo, o non impareremo mai a leggerla”. (Nicolás Gómez Dávila)

Criptovalute: sfida prometeica agli dei della moneta

I greci avevano una visione estremamente pessimistica della vita e per loro la tragedia era sostanzialmente un elemento fondante della loro grande ed immortale filosofia. Il crollo spaventoso al quale oggi stiamo assistendo nel mercato delle criptovalute ha tutti i crismi della classica tragedia greca. Infatti le criptovalute sono state una sfida prometeica da parte degli esperti della crittografia agli immutabili dei delle banche centrali. Non dobbiamo dimenticare che le banche centrali dei vari paesi del mondo sono vere e proprie divinità del mondo dell’economia.

Jerome Powell, capo della potentissima Fed (Ansa)

Basta un minuscolo cambio nella politica monetaria da parte delle banche centrali per determinare un’euforia incontenibile in borsa oppure per causare tonfi senza precedenti. Gli dei delle banche centrali sono i veri arbitri della borsa e dell’economia e proprio per questo in borsa uno dei proverbi fondamentali è proprio quello di “non combattere la Fed.”

Un liquefarsi di ali digitali di cera

Infatti nel trading andare contro la Fed e cioè la potentissima banca centrale degli Stati Uniti, significa sostanzialmente prepararsi a perdere grosse cifre in borsa. Ma le banche centrali sono le divinità che gestiscono la moneta. Se i greci avevano una divinità per il sole e una per la luna; se i greci avevano una divinità per il mare e una per la terra, noi abbiamo delle divinità che gestiscono qualche cosa che forse è ancora più importante nella nostra cultura materialistica e cioè la moneta.

Sfidare prometeicamente gli dei della moneta per i greci avrebbe significato una cosa sola e cioè una terribile e spaventosa pena da scontare. “Non riuscirai a sottrarti ai mali che gli dei ti danno.” (Eschilo, I sette contro Tebe.) Infatti come Prometeo osa sfidare il dio del sole e proprio per questo va incontro ad una fine orribile, così le criptovalute che hanno osato sfidare gli dei immutabili della moneta, oggi stanno crollando in una maniera spaventosa.

Una tragica fine

Si teme l’effetto domino nel mercato delle criptovalute e tutte le autorità borsistiche internazionali si stanno muovendo con dinamismo perché il crollo delle criptovalute non contagi anche i mercati finanziari. Ad ogni modo la caduta tragica delle criptovalute di oggi è qualcosa che non avrebbe scomposto i greci e che anzi li avrebbe convinti ancora di più del substrato fondamentalmente tragico dell’esistenza.

Mentre il fallimento del colosso Ftx brucia oltre 30 miliardi di dollari, ci riecheggiano in mente le parole “Nessun mortale trascorrerà mai vita incolume da pene.” (Eschilo)