Lo storico cantautore italiano ha raccontato con parole molto toccanti e forti le feroci critiche contro di lui. Che cosa ha detto? Ecco tutti i dettagli.
Nek è uno dei cantautori italiani di maggiore successo dagli anni ’90 in poi. Nella sua trentennale carriera ha venduto oltre 10 milioni di dischi. A oggi sono ben 18 gli album pubblicati.
Ma quale brutta esperienza ha vissuto al Festival di Sanremo tanti anni fa? Ecco le parole commoventi pronunciate dall’artista in un monologo recente.
Il cantautore è nato a Sassuolo il 6 gennaio del 1972. Sono tantissimi i brani che lo hanno reso celebre. Impossibile non menzionare le canzoni Laura non c’è, Sei grande, Tu sei tu sai e Se una regola c’è. Nel 2016 Nek è stato anche coach nel talent show di Canale 5 Amici, condotto da Maria De Filippi.
Ma che cosa ha detto in un monologo pronunciato di recente? Ecco tutti i dettagli sul momento non facile vissuto a Sanremo agli inizi della sua carriera.
Nek la settimana scorsa è stato ospite allo storico programma Mediaset delle Iene. Nel corso della puntata si è reso protagonista di un monologo molto toccante, il quale ha toccato diversi argomenti personali della sua vita. In particolare, l’artista si è soffermato sulla brutta esperienza avuta al festival di Sanremo nel 1993. Il cantautore partecipò con il brano In te e si classificò al terzo posto fra le Nuove Proposte. La canzone fece molto discutere perché venne giudicata essere un inno contro l’aborto. Queste le parole del cantante di Laura non c’è: “Nel 1993 ho esordito a Sanremo con “In Te”. Quella canzone fu accusata di essere contro l’aborto, e venne massacrata ancor prima che la cantassi. Salii sul palco ma la voce non usciva”.
Nek ha continuato: “Pippo Baudo mi gridava: ‘Devi usare il diaframma’. Volevo scomparire. Quella sera, per la prima volta, ho scoperto un coraggio che non credevo di avere, e che mi avrebbe accompagnato nella carriera e nella vita. Anziché farmi distruggere dalle critiche feroci, ho smentito chi sperava che fossi solo una meteora”. L’artista ha anche aggiunto: “Non è facile, ma se impariamo ad accettarle, anche le cose brutte possano trasformarsi in un’opportunità di riscatto. È una lezione che dovevo capire tanti anni fa: dal dolore per un addio è nata ‘Laura non c’è’. E da quel dolore, in cui tanti innamorati si sono riconosciuti è nato il legame che mi unisce a tutti voi”.
Andare in pensione a 64 anni nel 2026 non è un’ipotesi teorica, ma una possibilità…
Il bonus da 500 euro mensili entra in una nuova fase e allarga il proprio…
La carta d’identità non serve più solo nel portafoglio. Sempre più cittadini la usano per…
Dal 1° gennaio 2026 il costo dei ritardi previdenziali si riduce. Scende all’1,6% il tasso…
La soglia ISEE per accedere ai bonus sociali su luce, gas, acqua e rifiuti cambia,…
Il Bonus Mobili 2026 torna al centro dell’interesse di molti contribuenti che stanno ristrutturando non…