Ufficio postale. Ecco come può avvenire una truffa che spaventa. Ma cosa è accaduto?
La truffa è sempre dietro l’angolo. Dove non te l’aspetti e, soprattutto, da chi non t’aspetti. Ogni giorni i giornali ci parlano delle truffe più geniali così come di quelle a cui sembra impossibile che qualcuno ancora ci caschi dentro.
Ma alcune truffe possono far molto male. Per questo occorre sempre aver occhi ed orecchie dritti come antenne, per percepire il minimo rischio. Anche se a volte non è così facile comprendere ciò che sta accadendo.
Alzi la mano la persona che, almeno una volta nella vita, non abbia subito un tentativo di piccola truffa, magari all’uscita della stazione o mentre si attende la metropolitana. Questo avveniva solitamente qualche anno fa. Ora i tentativi di truffa avvengono via telefono, con qualcuno che si spaccia consulente finanziario e finisce poi per chiederti il pin della tua carta di credito, ma soprattutto via web, con le mail che ti parlano di pacchi a tuo nome mai ritirati e che attendono soltanto di essere consegnati. Peccato però che per la consegna occorra pagare una minima somma per cui è “indispensabile” girare i dati della tua carta.
Eppure vi sono delle truffe che mantengono una loro semplice tradizione. Niente che sa di truffa geniale ma che, anzi, sembra più ricordare le piccole truffe di Totò e Nino Taranto, nel famoso film Totòtruffa 62, quello per intenderci dove Totò interpretava, tra gli altri, il commendator Antonio Trevi, proprietario della fontana omonima. Eppure un tentativo di truffa molto comune per poco non andava a buon fine. Nel mese di ottobre a Bracciano, la località a due passi da Roma famosa per il suo bellissimo lago, una donna anziana è stata contattata telefonicamente da un uomo…
Nella telefonata l’uomo che ha contattato la signora si è spacciato per suo nipote. Si è fatto sentire particolarmente preoccupato per via di un pacco che avrebbe dovuto ritirare alla posta. Soltanto che per il ritiro del pacco erano necessari 4000 euro per il pagamento in contrassegno. Dopo quella telefonata, la signora ne ha ricevuta un’altra dove un uomo si è spacciato per il direttore dell’ufficio postale il quale, confermando tutto quanto detto dal finto nipote, ha avvertito la signora che un addetto si sarebbe presentato a casa sua per il ritiro della somma.
I due hanno immediatamente approfittato della buona fede dell’anziana signora e le hanno rubato 14 mila euro. Non ancora soddisfatti del bottino, hanno rubato alla donna anche il bancomat, con tanto di PIN oltre ad alcuni gioielli. Grazie al bancomat hanno poi prelevato altri 3 mila euro, per un bottino che alla fine ha superato i 20 mila euro. I Carabinieri di Bracciano, però, hanno svolto approfondite indagini che hanno portato all’arresto del 23 enne originario di Napoli.
Il commendator Antonio Trevi, proprietario della Fontana omonima ci ha fatto ridere per decenni. Personaggi come il 23enne che ha tentato di truffare un’anziana signora possono far piangere lacrime amare.
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