Le stangate per gli italiani non finiscono mai e sempre più famiglie italiane sono in condizioni di fortissima difficoltà economica. Il nuovo allarme arriva proprio per il pedaggio autostradale ma anche per la benzina.
Con le nuove stangate sul pedaggio autostradale e sulla benzina la rabbia sociale aumenta e non sorprende che stia dilagando in Italia la richiesta del salario minimo e del reddito di base universale perché ormai la gente è veramente esasperata e non ce la fa più. Con l’arrivo del 2023 finiscono gli sconti sulle accise e questo significa che benzina e diesel faranno un vero e proprio scatto verso l’alto.
Ma oltre alla mazzata sul diesel e sulla benzina arriva una mazzata durissima anche sui pedaggi autostradali. Infatti i pedaggi autostradali non vengono aumentati ormai da tanti anni ma l’Aiscat adesso sostiene che con la forte inflazione è giusto aumentare il pedaggio autostradale e quindi contemporaneamente arriva un forte aumento sulla benzina ma arriva anche un forte aumento sui pedaggi autostradali.
Da quando è cominciata la guerra in Ucraina e da quando i paesi dell’Opec hanno deciso di non aumentare la produzione di petrolio la stangata sulla benzina è stata sempre molto forte. Tuttavia il governo Draghi aveva deciso un taglio sulle accise. Purtroppo però il governo Meloni ha eliminato questo taglio sulle accise proprio perché vuole tenere in ordine i conti dello stato.
Sostanzialmente col precedente provvedimento relativo alle accise sul carburante gli sconti statali sono stati dimezzati ma adesso vengono assolutamente cancellati. È proprio il Codacons a fare presente che questa eliminazione del taglio sulle accise può portare una situazione davvero pesantissima sul fronte dei carburanti. Infatti le varie associazioni a tutela dei consumatori stanno facendo notare come già il dimezzamento dello sconto sulle accise sia stata una fortissima stangata per gli automobilisti ma adesso che lo sconto sulle accise viene meno la situazione può diventare realmente insostenibile.
I calcoli fatti dalle associazioni a tutela di consumatori arrivano proprio a stabilire che l’aumento medio sul prezzo del pieno è pari a 6,10 euro. Questo significa che per l’automobilista italiano medio questo ulteriore taglio sulle accise comporta una spesa da 146 in più su base annua. Infatti le associazioni a tutela dei consumatori hanno fatto i conti in tasca agli automobilisti italiani e si sono rese conto che mediamente un automobilista ha bisogno di fare due pieni in un mese.
Invece per l’automobilista che ha bisogno di mettere più benzina ovviamente l’aumento è ancora più forte. Sostanzialmente quindi tra un aumento della benzina e aumento dei pedaggi autostradali l’impatto sugli automobilisti può essere veramente fortissimo. Purtroppo però è anche la spesa al supermercato, le bollette i mutui a crescere veramente tanto e quindi la rabbia sociale sta aumentando sempre di più.
Gli italiani ormai chiedono con forza un reddito di base universale per riuscire ad andare avanti. Questa richiesta prima era avanzata soltanto da sparuti gruppi di italiani che cercavano uno stato sociale più umano ma oggi la richiesta di un reddito di base viene avanzata proprio da tutte quelle famiglie che temono di non riuscire più a farcela in questa situazione economica che diventa sempre più dura e con questa inflazione che non fa sconti.
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